Chi prenderà il posto di «El Mencho» in Messico? Cosa accadrà all’organizzazione criminale? Gli scenari
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Chi prenderà il posto di «El Mencho» in Messico? Cosa accadrà all’organizzazione criminale? Gli scenari
Con l'uccisione di «El Mencho», leader del cartello Jalisco Nueva Generación, si è aperta una fase di incertezza sulla successione, con la possibilità di una frammentazione interna. Si parla, ad esempio, della promozione di Juan Carlos Valencia Gonzalez, figliastro del padrino
Quando si osserva la narco-guerra messicana vale sempre il detto: chi non sa parla, chi sa non parla. Questo per sottolineare la difficoltà di decifrare alleanze, dinamiche e profili del mondo criminale. E ora la storia ritorna con l’uccisione di el Mencho, capo di Jalisco-Nueva Generacion attraverso due domande: chi prenderà il suo posto e cosa accadrà all’organizzazione.
In queste ore sui media locali è apparsa la notizia sulla possibile promozione di Juan Carlos Valencia Gonzalez, alias «03» o «El Bimbo», figliastro del padrino, nato dalla relazione con Rosalinda Gonzalez, anche lei coinvolta nell’attività della fazione, specie per quanto riguarda il riciclaggio. Un affare di famiglia, attraverso il clan Cuinis. E, infatti, c’è chi non esclude che possa ricoprire una posizione di alto livello, magari proprio a fianco della sua «creatura».
«El 03», nato a Santa Ana (California), ha guidato il gruppo «Elite», il braccio armato di Jalisco e dunque è considerato un «tattico», una figura che ha ben interpretato il ruolo di un’organizzazione sempre più militarizzata, un personaggio in grado di prendere decisioni rapide. Sotto la sua guida i sicari hanno acquisito blindati fai-da-te prodotti in officine amiche, droni e sistemi cinesi per neutralizzarli, razzi antitank, mine, mitragliatrici, ordigni esplosivi, fucili Barrett con i quali perforare le blindature, «pezzi» comprati negli Usa. Parliamo di gangster capaci di abbattere elicotteri, tendere imboscate a colonne di agenti, eliminare bersagli di alto valore usando manovre, diversivi, tecniche da commandos. Un esperto francese si è spinto a paragonarli a una «brigata di fanteria», con grande mobilità e potenza di fuoco. Gonzalez non è però l’unico «luogotenente» in una gerarchia verticale.
Sono ancora le fonti locali a disegnare una mappa della dirigenza di Jalisco. Ecco Hugo Gaytan, alias «el Sapo», ritenuto abile nella gestione degli uomini, ottimo conoscitore della struttura, paziente nel costruire alleanza con formazioni locali autonome e nel reclutamento. Quando è stato possibile il cartello ha cercato intese evitando di accendere scontri, un modo per ampliare l’influenza in senso orizzontale. Non conquista, ma offre un patto sulla fiducia. Ovviamente in un teatro suscettibile di cambiamenti repentini, a volte dettati da ragioni personali oppure da sgarbi. Un altro nome: Audias Flores Silva, «el Jardinero», più propenso a mediare che a sparare, con grande interesse per i risvolti economici illeciti della «banda». Ricordiamolo: i cartelli non trattano solo droga, i loro giri investono ogni tipo di contrabbando, taglieggiamenti, racket (miniere, agricoltura, petrolio, pesca). Tutti settori seguiti con l’istinto dell’imprenditore da Heraclio Guerrero, «el Tio Lako», bandito al quale è stato affidato il compito di trattare «prodotti» non legati al mercato degli stupefacenti.
È, invece, parte dell’ala «bellica» El Doble R, ovvero Ricardo Velasco, il «caid» di Guadalajara. Gli osservatori lo collocano allo stesso livello di Gonzalez e gli riconoscono una dote particolare: può tenere unito il cartello anche se non ha il carisma de «el Mencho». E qui arriviamo allo snodo. La fine del numero uno può determinare una serie di fratture interne. È stato così dopo l’arresto del Chapo – con una faida nella famiglia – o del Mayo Zambada, tradito e venduto agli americani. È lo scenario della frammentazione, di una lotta continua fatta di scissioni, agguati, vendette. Con un’aggravante: i pistoleri di Jalisco sono più pericolosi e dispongono di un arsenale senza limiti, realizzato grazie al lavoro di complici presenti negli Stati Uniti e di facilitatori con agganci nei paesi centro-americani, altro serbatoio di fucili, pistole e granate.
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24 febbraio 2026 ( modifica il 24 febbraio 2026 | 12:42)
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