Zuckerberg, libertà d’espressione, tutela dei minori
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Luca De Biase su Il Sole 24 Ore commenta oggi la deposizione di Mark Zuckerberg nel processo in svolgimento a Los Angeles contro alcune piattaforme accusate di aver creato pericolose dipendenze nei minori. Il patron di Meta si è semplicemente scusato per non aver potuto impedire l’iscrizione addirittura di bambini (il caso più clamoroso, quello dietro l’acronimo Kgm era su Instagram dall’età di 9 anni) e ha promesso che in futuro le sue società saranno più attente. Ma dobbiamo dubitare del suo impegno se, nel respingere le accuse, ha sostenuto che la cosa più importante è tutelare la libertà d’espressione anche a........
