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Usa, il mistero dell'«economia sottosopra»: perché i mercati continuano a smentire i (catastrofici) sondaggi?

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06.02.2026

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Per capire dove sta andando l’economia, quella americana in particolare, dobbiamo dare retta ai mercati o ai sondaggi? È più affidabile il parere degli investitori che spostano capitali e li collocano in Borsa, o quello degli economisti? Di sicuro c’è una divergenza. 

Gli accademici, ma anche l’opinione pubblica, sono pessimisti. Chi amministra fondi e fa scelte d’investimento è ottimista. Ma anche il comportamento concreto di famiglie e imprese sembra totalmente dissociato dalle opinioni: gli stessi consumatori americani che nelle indagini demoscopiche si dicono preoccupati, continuano a spendere alla grande, anzi aumentano i propri acquisti. 

Questa schizofrenia è diventata la nuova normalità. Se interrogati manifestiamo apprensione, o addirittura angoscia; poi la realtà quotidiana è tutt’altro che catastrofica e noi stessi non abbiamo modificato in peggio i nostri gesti di consumo o di investimento.

Sullo stato di salute dell’economia americana visto da chi sposta capitali e li investe, eccovi una fonte non sospetta di parzialità politica, perché si trova sull’altra sponda dell’Atlantico. Ricevo regolarmente le analisi della più grande banca svizzera, l’UBS. Cito le tre più recenti.

«Non sono mancati gli eventi capaci di muovere i mercati la scorsa settimana: il periodo più intenso della stagione delle trimestrali, una decisione della Fed sui tassi d’interesse e la nomina di un nuovo presidente della Federal Reserve. Per gli investitori è fondamentale avere uno schema di riferimento per orientarsi nel flusso continuo di informazioni. Il mercato “toro” azionario (cioè rialzista, ndr), ormai in corso da oltre tre anni, si è retto su tre pilastri: una Fed favorevole, una crescita solida e l’intelligenza artificiale. La conclusione è che........

© Corriere della Sera