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Gli errori dell'America in Iran (secondo un ex agente della Cia)

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13.01.2026

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L’America ha commesso tanti errori in Iran in passato. Di alcuni sono pieni i libri di storia: il golpe appoggiato dalla Cia nel 1953 per far fuori il premier Mossadeq e sostituirlo con lo Scià; o la miopìa che impedì di capire nel 1979 che il regime dello Scià stava crollando. Ma c’è un’accusa che riguarda vicende molto più vicine a noi. Secondo questa tesi l’America per anni ha sbagliato nel negare il suo sostegno ai tanti movimenti di rivolta della società civile contro il regime degli ayatollah. La protesta di questi giorni – e il tragico spargimento di sangue con cui viene schiacciata – forse non sarebbe stata necessaria, se la popolazione avesse avuto l’appoggio necessario in una delle tante esplosioni di protesta precedenti, dal 2009 in poi. 

Un fautore di questa tesi è Peter Theroux, che l’Iran lo conosce bene. Per un ventennio è stato un agente della Cia, prima impegnato nella lotta contro Al Qaeda, poi nel contrasto alle varie milizie terroristiche della galassia jihadista filoiraniana. Per la sua attività nei servizi Theroux ha ricevuto la Career Intelligence Medal. Il suo libro più recente è “In Obscura: Adventures in the World of Intelligence”. Ecco la sua analisi, su Tablet, riguardo agli errori degli Stati Uniti. Merita attenzione, che se ne condividano le tesi o meno, perché è densa di informazioni raccolte da Theroux sul campo durante i precedenti movimenti di protesta della popolazione iraniana contro il regime.

«Nel 2009 mi colpì dell’assenza di sostegno del presidente Barack Obama ai manifestanti del Movimento Verde in Iran. Migliaia di giovani iraniani riempivano le strade di Teheran per appellarsi a lui, persino con un gioco di parole malinconico sul suo nome: “Obama, ba ma bashid!” — Obama, stai con noi! … Ma l’apertura all’Iran era stata uno dei temi iniziali della sua presidenza proprio quell’anno, con un messaggio per il Capodanno persiano e una lettera segreta alla Guida Suprema Ali Khamenei. «Nonostante il suo titolo di guida suprema, l’autorità di Khamenei non era assoluta», scrisse in seguito Obama nelle sue memorie A Promised Land (2020). «Doveva consultarsi con un potente consiglio di religiosi» — il Consiglio dei Guardiani. In realtà riferendosi a quei religiosi il giornalista Karim Sadjadpour ha osservato che «la loro età media è… ‘defunto’». «Il mio primo impulso fu di esprimere un forte sostegno ai manifestanti», annota Obama più avanti in quelle memorie. «Ma quando riunii il mio team per la sicurezza nazionale, i nostri esperti sull’Iran mi sconsigliarono una simile mossa. Secondo loro, qualsiasi dichiarazione da parte mia avrebbe probabilmente avuto un effetto boomerang… gli attivisti all’interno dell’Iran temevano che dichiarazioni di sostegno del governo statunitense potessero essere usate per screditare il loro movimento».

Quest’ultima affermazione era ridicola dal momento che i manifestanti........

© Corriere della Sera