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Ecco perché Trump si ispira al manuale di Putin per il Venezuela (e in materia di business)

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06.01.2026

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L’Office of Foreign Assets Control, l’ufficio del Tesoro statunitense che controlla i beni esteri, diventa il nuovo Cremlino: il centro di comando di petrolio e sanzioni, strumenti chiave nella strategia politica di Trump

Questo articolo è tratto dalla newsletter settimanale «Whatever It Takes» di Federico Fubini. Per iscriversi questo è il link.

L’Ofac è il nuovo Cremlino. E l’Ofac, naturalmente, non si trova a Mosca. Si trova a Washington ed è l’Office of Foreign Assets Control, l’ufficio del Tesoro americano per il controllo dei beni esteri che gestisce le sanzioni internazionali decise dall’amministrazione americana.

Non siamo del tutto fuori dalle festività e posso ancora prendermi il lusso di essere un po’ provocatorio. Del resto, l’anno è iniziato con quella che alcuni considereranno una provocazione: senza consultare il Congresso, il governo degli Stati Uniti ha fatto arrestare nella sua camera da letto a Caracas l’autocrate che governava il Venezuela e per ora non lo ha sostituito con il legittimo vincitore (defraudato) delle ultime elezioni; non ha neanche annunciato nuove elezioni in tempi prevedibili. Piuttosto, è orientato a delegare il potere alla ex vicepresidente dell’uomo appena rimosso, ricorrendo ad un articolo della legge venezuelana già di per sé molto indicativo. Questo articolo prevede che la presidente ad interim entrante, Delcy Rodriguez, possa governare in emergenza per novanta giorni rinnovabili una volta. Gli americani avrebbero potuto servirsi di un’altra norma esistente, che avrebbe conferito a Rodriguez l’incarico per un solo mese. Invece preferiscono insediare a Caracas una sorta di governatrice coloniale, ai loro ordini, per almeno sei mesi: palesemente Donald Trump vuole stabilizzare il Venezuela al più presto, perché sta guardando alla campagna per le elezioni congressuali di midterm del prossimo novembre.

È qui che l’Ofac – il nuovo Cremlino, nella mia definizione provocatoria – svolgerà un ruolo importante. Il Venezuela, infatti, opera all’incrocio di due strumenti di potere importanti per Donald Trump: le sanzioni e il petrolio. Sono gli stessi strumenti con cui – mutatis mutandis – a Mosca Vladimir Putin si finanzia e confisca i beni dei Paesi stranieri o delle imprese sgradite, per consegnarli alle imprese gradite. Entrambi questi strumenti, il petrolio e le sanzioni, servono ancora al presidente per la sua carriera politica. Seguitemi e cercherò di spiegare perché.

La reazione più assordante che ho registrato all’azione del “160º Reggimento delle Forze di aviazione per le operazioni speciali”, all’alba di sabato, è stata il silenzio dell’Arabia Saudita.........

© Corriere della Sera