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Corte Suprema dopo il no ai dazi: per gli Usa gli accordi già firmati restano (anche con la Ue)

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21.02.2026

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Corte Suprema dopo il no ai dazi: per gli Usa gli accordi già firmati restano (anche con la Ue)

Se l’obiettivo del presidente era ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, lo US Census Bureau ha fatto sapere che nel 2025 esso invece è salito: una trentina di miliardi in più nell’anno. Sono scesi anche i posti di lavoro

È arrivato un altro annuncio ieri, oltre alla sentenza che rigetta la legalità di gran parte dei dazi di Donald Trump. È quello del loro fallimento. Se l’obiettivo del presidente era ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, lo US Census Bureau ieri ha fatto sapere che nel 2025 esso invece è salito: una trentina di miliardi in più nell’anno, con una bilancia in rosso di 1.230 miliardi di dollari; ed è salito perché lo hanno fatto le importazioni americane, aumentate quasi 150 miliardi malgrado un anno segnato dai dazi.

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Non è questo il solo segno del fallimento. Se l’obiettivo era riportare buoni posti di lavoro industriali in America, la Fed di St. Louis mostra che gli investimenti manifatturieri nel 2025 sono scesi malgrado le centinaia di miliardi spesi nella costruzione di enormi data center; del resto, l’anno si chiude con 83 mila occupati in meno nella manifattura. E se l’obiettivo invece era ridare potere d’acquisto alle famiglie colpite dall’inflazione negli anni di Joe Biden, anche qui l’eterogenesi dei fini è completa: ieri il Bureau of Economic Analysis ha mostrato che la misura sui prezzi più seguita dalla Federal Reserve, la «Personal Consumption Expenditure», in dicembre è salita per il terzo mese di fila. Ora è al 2,9%, mentre senza l’impatto del........

© Corriere della Sera