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Ornella Vanoni, l'ultima intervista al Corriere: «Quando Paoli si sparò, andai da lui di notte. Ho avuto tanti uomini ma ne ho amati 4»

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25.02.2026

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Ornella Vanoni, l'ultima intervista al Corriere: «Quando Paoli si sparò, andai da lui di notte. Ho avuto tanti uomini ma ne ho amati 4»

A Sanremo il ricordo di Ornella Vanoni, morta nella serata di venerdì 21 novembre 2025 a Milano: ripubblichiamo la sua ultima intervista al Corriere. «Mina mia amica? Direi che siamo state ottime conoscenti... Lei mi diceva: "Cara, ti vedo un po’ sciupata oggi"»

Ripubblichiamo l’intervista di Aldo Cazzullo a Ornella Vanoni, che viene ricordata nella seconda serata del festival di Sanremo 2026, mercoledì 25 febbraio. Vanoni è morta il 21 novembre nella sua casa di Milano.

Ornella Vanoni vive in una casa piccola ma piena di luce, riposante, nel centro di Milano, tra le opere dei suoi amici artisti: Melotti, Novelli, Enzo Cucchi, Arnaldo Pomodoro. “Era molto più bella la casa di prima, in largo Treves. Ma ho dovuto venderla”.

Perché?«Ero rimasta con trenta euro sul conto».

Come mai?«Ragioni di famiglia. Paga questo, paga quello... ma non me ne importa nulla».

Lei è di famiglia altoborghese.«Ma poi arrivò la guerra. Mio padre ebbe due fabbriche bombardate. Sfollammo a Varese».

La guerra come la ricorda?«Da bambina non hai il senso della morte. Per i miei genitori fu una tragedia; ma io mi divertivo. A scuola suonava l’allarme aereo, scappavamo via e non facevamo lezione. Il pomeriggio andavo nel parco di mio zio, con il calessino, i cavalli e quattro cugini maschi, che mi prendevano in giro».

Ma poi bombardarono anche Varese.«Anziché scendere nei rifugi, con il rischio di fare la fine del topo, papà ci portava nei campi, e si gettava su di me per proteggermi dalle schegge».

Un bravo papà.«Ma mi ha scombinato il rapporto con gli uomini. Ero convinta che pure loro si sarebbero fatti uccidere pur di proteggermi. Invece non mi ha mai protetta nessuno. Forse non volevo essere protetta. O forse volevo; ma non ho mai fatto niente per esserlo».

Come ricorda l’arrivo degli americani?«Il cameriere gridò impazzito: stanno arrivando! Scendemmo in strada. Ci parvero tutti bellissimi: capelli corti, magliette bianche, profumo di Palmolive; così diversi dai nostri poveri soldati. Gettavano sigarette, cioccolato e cicche. Sembravano dei. Ci hanno liberati; però adesso sono anni che ce la fanno pagare».

Chi è stato il suo primo amore?«Giorgio Strehler».

Fu con lui la prima volta?«No, avevo già avuto altri uomini. Ma l’amore l’ho scoperto con Giorgio. Prima non sapevo cosa fosse. Quando lui mi disse “ti amo da impazzire”, fu come se si fosse rotto il carapace dentro cui ero imprigionata. Pensai: voglio stare con lui. Mi sentivo davvero amata alla follia; ed essere amate alla follia è bellissimo. Anche se Giorgio all’inizio era molto timido».

Strehler timido con le donne?«Con chi gli interessava davvero, sì. Salivo in tram, lui mi seguiva con la macchina, poi, quando scendevo, spariva… Avevo tutti contro».

Tutti chi?«La mia famiglia. La gente. Milano era indignata. La borghesia considerava il teatro un luogo di peccato; in realtà ci si fa un culo quadro, insomma, si lavora moltissimo».

Perché è finita con Strehler?«Per i suoi vizi».

Quali vizi? Le donne? La droga?«Vari vizi».

Lei ha sofferto molto?«No. O segui il tuo uomo, o lo lasci. Se il tuo uomo tira cocaina, non puoi rimproverarlo ogni volta: o ti metti in pari, o finisce tutto. Non può andare come in Pulp fiction, dove uno è eccitatissimo perché si fa di coca e l’altro è abbattuto perché ha fumato una canna… All’epoca era uno scandalo. Poi Milano divenne il regno della cocaina».

E lei?«Non fa per me: io ho bisogno di essere calmata, non eccitata. Così lasciai Strehler e andai a Spoleto, che era il mondo di Visconti. Lì ebbi un rapido flirt con Renato Salvatori, quello di Poveri ma belli».

Un duplice tradimento: artistico e sentimentale.«Fu una storia senza importanza, ma Strehler telefonava disperato: “Non posso vivere con te, non posso vivere senza di te!”».

Quanti uomini ha avuto?«Un po’».

Di quanti si è innamorata davvero?«Quattro. Strehler, Gino Paoli e altri due. E con tutti loro sono rimasta in contatto. Oddio, con Strehler fino a quando non è morto».

E suo marito, il produttore Lucio Ardenzi?«Lui non l’ho mai amato».

Perché l’ha sposato allora?«Perché pensavo che prima o poi ci si deve sposare. Avevo avuto la tisi. Subito dopo Strehler; ma non me l’ha attaccata lui, sia chiaro! Ero vissuta per un anno e mezzo in montagna, vicino a Sestriere, con due cani, un lupo e un cocker. Un bel periodo: tornai che ero un fiore. Ma avevo bisogno di affetto, di abbracci».

Nacque un figlio, Cristiano.«Con lui ho ricostruito il rapporto........

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