Trapianto fallito al Monaldi, Schillaci: «Ci sono inchieste e attendo l'esito delle ispezioni»
Il ministro della Salute: «Prima di ogni giudizio attendiamo di avere i risultati». E sulle liste d'attesa in Campania: «Da Fico mi aspetto un cambio di passo»
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, approva la fase di confronto sulla riorganizzazione sanitaria in Campani avviata con la nuova amministrazione Fico. «L’interlocuzione — ha affermato — è ottima anche su questo aspetto delle liste d’attesa. Mi aspetto il cambio di passo e sono certo che ci sarà perché le liste d’attesa rappresentano veramente per i cittadini la parte meno bella del nostro Servizio sanitario nazionale che io difendo perché è veramente pieno di tante eccellenze». Schillaci ha anche tenuto a sottolineare l’importanza dello spirito di collaborazione instaurato sull’uscita dal piano di rientro dal debito sanitario, dopo le frizioni continue che si erano registrate nel passato con l’ex presidente della giunta Vincenzo De Luca: «Ci siamo visti più di una volta col presidente Fico — ha spiegato — e quindi stiamo lavorando in quella direzione».
Su quanto avvenuto al Monaldi con il trapianto fallito sul piccolo Domenico, Schillaci resta in attesa dell’esito delle verifiche dei suoi inviati. «Ci sono inchieste in corso, ci sono gli ispettori del Ministero che stanno redigendo i verbali delle ispezioni, quindi aspettiamo di avere i risultati. Non so quali possano essere i tempi, credo i tempi fisiologici».
Schillaci è intervenuto a Napoli in occasione dell’incontro «L’evoluzione digitale al servizio del paziente» ospitato nella sede dell’azienda Kineton. Momento di riflessione su come difendere la sanità dagli attacchi degli hater. «Credo sia fondamentale investire in cybersecurity — ha detto —. Oggi molto di quello che fa l’ospedale è dato da computer e intelligenza artificiale. Io ho l’incubo che qualcuno faccia irruzione negli ospedali, vorrebbe dire bloccare sale operatorie, la diagnostica per immagini. Credo che dobbiamo guardare con grande attenzione a questo e investire in cybersecurity. I dati sanitari — ha aggiunto Schillaci — sono uno strumento indispensabile per migliorare le cure ma, è inutile nasconderlo, hanno un valore economico importantissimo. Quindi dobbiamo gestirli in maniera adeguata per la sicurezza dei cittadini, perché siano utilizzati per migliorare le cure e l’accesso alle cure. Ma non dobbiamo ignorare che la sicurezza dei dati è fondamentale». Ma vi sono applicazioni da tenere in debita considerazione per migliorare il rapporto tra medico e paziente. «L’intelligenza artificiale deve essere di supporto — ha sostenuto il ministro —. È chiaro che al centro deve rimanere l’individuo. Ma è uno strumento che ci può facilitare moltissimo, ci può aiutare a gestire meglio e ridurre le liste di attesa, che rappresentano un problema annoso nel nostro Paese. Oggi è inaccettabile — ha sostenuto — che l’accessibilità alle cure dipenda dal Cap in cui si risiede. Credo che la digitalizzazione è strumento che ci può permettere di superare tante differenze». Peraltro, il ministro ha dichiarato che «la digitalizzazione in sanità può portare un migliore accesso alle cure, più equità, minori discrepanze tra le varie regioni, anche tra le aree urbane e i piccoli centri. Una sanità più efficiente, più moderna, più vicina ai cittadini, ed è in questa direzione che il governo si sta muovendo».
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11 marzo 2026 ( modifica il 11 marzo 2026 | 07:19)
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