Samanta Schweblin: «Mio nonno calabrese mi ha fatto amare i libri. Un rischio l'immaginario globalizzato, guardiamo tutti le stesse serie»
A Capri la scrittrice argentina riceve il Premio Malaparte. «Siamo tutti schiavi dei social, dopo mezz'ora senti il bisogno fisico di andare a guardare il telefono»
Samanta Schweblin a Capri
«Avevo pochi anni quando mi sono innamorata della letteratura, grazie a mio nonno arrivato in Argentina dalla Calabria. Lui mi leggeva ad alta voce le poesie di Alfonsina Storni: leggeva malissimo, ma con un tale coinvolgimento da lasciarmi stupefatta! Gridava, sputava, piangeva... io non capivo una parola dei testi ma mi chiedevo cosa lo facesse soffrire e palpitare così... e qualunque cosa fosse avrei voluto provarla anche io». Samanta Schweblin si racconta con generosità a Capri, dove è arrivata per ritirare il Premio Malaparte 2026. Autrice raffinata, dalla sua Argentina si è trasferita in Germania da più di un decennio e dopo gli ultimi eventi politici descrive la situazione del paese come «estremamente singolare». Capita infatti che «si possa fare una manifestazione nazista, sotto la scorta della polizia. Se invece la società civile organizza un corteo per ripudiare il genocidio a Gaza, questo è vietato. Chiaramente è un lascito........
