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Dalle rovine del Supercinema nasce il SupernEst, ecco cosa significa per San Giovanni

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03.01.2026

Il regalo più grande che quest‘area possa ricevere è la possibilità di restarci senza doversi allontanare anche soltanto per vedere il film di cui tutti parlano. Per non essere più esclusi e sentire meno il peso della periferia

Nel momento in cui scrivo questo articolo il Supercinema è un cancello di ferro arrugginito che si trova sul Corso San Giovanni a Teduccio di fronte all’entrata del deposito dei tram. Qualcuno ha scritto «Supercinema » con una bomboletta di vernice bianca, e più in alto, su una porta «Cine» e sull’altra «Teatro». Più in basso invece c’è scritto «vergogna». La mano non è precisa come quella di chi fa murales per lavoro, ma quella scritta è l’unica testimonianza di quello che si cela dietro al cancello.

In questi giorni sui giornali si parla del successo del film di Checco Zalone. Ogni spettatore diventa critico cinematografico. Il cinema è una maniera così naturale di raccontare storie. Come il teatro, direi che si tratta di una necessità sociale. Assistere assieme a una storia significa anche metabolizzarla come coscienza collettiva. Mi viene in mente Nuovo Cinema Paradiso, dove il cinema stesso è il centro del racconto e la storia che si sta per raccontare in questo quartiere non è molto differente da quella di Giuseppe Tornatore. So che non basta solo aprire il cancello alle mie spalle, ma so anche che da qualche parte bisogna cominciare. 

Dalle rovine del Supercinema nasce il SupernEst: campagna di crowdfunding

È una bella mattina di fine dicembre, il corso è pieno di macchine, ci si prepara per il veglione, il cibo non può mancare, i parenti se lo devono ricordare fino all’estate. Ritorno a osservare la scritta Supercinema  di vernice bianca, mi sembra un monito, una preghiera, un’accusa. 

Siamo in un quartiere limite che in teoria........

© Corriere del Mezzogiorno