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Jlenia uccisa dal fratello, il gip: sconcerta e rattristal’omertà del quartiere

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08.02.2026

Polemica per il manifesto funebre con il nome del fratello che replica: contro di me soltanto fandonie

La bara è bianca e arriva portata a spalla. Quando il feretro di Jlenia Musella varca la soglia della chiesa della Sacra Famiglia, al rione Luzzatti, cala il silenzio. Poi un applauso che da timido diventa via via più forte. «J-le, J-le, J-le», scandiscono in coro centinaia di persone assiepate dentro e fuori la chiesa. Poi fumogeni rosa e tanti palloncini. È l’ultimo saluto a una ragazza di 22 anni uccisa dal fratello. A portare la bara sono familiari e amici, molti con una t-shirt bianca su cui è stampato il volto di Jlenia. La madre abbraccia il feretro, ripete «aiutatemi», fatica a staccarsene. La bara resta al centro della chiesa per tutta la funzione, circondata dai familiari. All’uscita la folla attende. Circa dieci minuti dopo la fine della celebrazione il feretro viene portato all’esterno e sistemato di lato. 

Alcuni fumogeni vengono accesi davanti alla chiesa, rendendo l’aria densa. La bara riprende il cammino solo quando il fumo si dissolve. In quel momento inizia a piovere. All’esterno sono affissi i manifesti funebri con la foto di Jlenia. Sotto l’immagine, la formula rituale: «Ne danno il triste annuncio la madre, il padre, il fratello…». Un dettaglio che........

© Corriere del Mezzogiorno