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Dai supermercati alle navi delle Ong per salvare i migranti in mare: la seconda vita di Fabio D'Auria

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03.06.2026

Cinquant'anni, napoletano di Bagnoli, si è imbarcato in diverse missioni con Emergency, Open Arms e Medici Senza Frontiere: «Sogno che un giorno chiunque possa venire in Europa con un normale biglietto aereo o di nave, è un mondo ben strano, le merci possono andare ovunque e gli uomini no»

Paura, scoramento, la gioia di una nascita a bordo o l’emozione dell’avvistamento di capodogli, delfini e mante. Ed ancora la stanchezza, la determinazione, la fatica della condivisione di spazi comuni e la soddisfazione per una operazione andata a buon fine. 

Dall’estate del 2022 e per diversi mesi dell’anno trascorrono così le giornate di Fabio D’Auria, napoletano – «ma forse sarebbe meglio dire bagnolese, perché vivo lì e sono molto legato al quartiere» – di 50 anni. 

È un soccorritore di migranti, uno di quelli che pattugliano il Mediterraneo tra la Sicilia e la Libia sulle imbarcazioni delle organizzazioni non governative per provare a strappare al mare chi si è imbarcato su gommoni e vecchie carrette e sfida le onde per inseguire il miraggio di una seconda vita in Europa. Anche Fabio ha avuto una seconda vita, perché la prima prevedeva che si dedicasse alla gestione di alcuni supermercati.  

«Non era il mio destino – racconta – e non mi ci ritrovavo». La svolta nel 2019: «Era giugno ed approdò a Napoli la nave di Open Arms per alcuni incontri di sensibilizzazione. Conobbi il capo missione Riccardo Gatti. Io ero già molto coinvolto sul tema, perché avevo contribuito a varie denunce sulle indegne condizioni di accoglienza nei Cas della Campania ed avevo partecipato alle iniziative dell’associazione 3 febbraio». Il primo passo: l’acquisizione presso alcuni enti di formazione delle certificazioni necessarie ai marittimi. «Presi anche quella di bagnino – racconta D’Auria – e la sfruttai........

© Corriere del Mezzogiorno