Oppido: «Abbiamo detto tutto alla famiglia Caliendo sin dall'inizio». E la mamma del piccolo lo denuncia
Il primario del Monaldi sotto inchiesta ribalta in tv le tesi dei genitori del bambino vittima di un trapianto di cuore fallito. Mancata formazione dell'équipe, a inizio febbraio una denuncia della dg Iervolino alla Procura
Patrizia Mercolino, Guido Oppido e Anna Iervolino
«Abbiamo detto tutto dall'inizio» alla famiglia di Domenico Caliendo. A parlare stamani è stato il cardiochirurgo Guido Oppido, primario sospeso dal Monaldi e contattato telefonicamente dalla trasmissione Mi Manda Raitre. «Al momento preferisco dare il mio contributo in tribunale, poi parlerò anche con i giornalisti» ha aggiunto Oppido. Sulla vicenda, però, l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino deceduto per le conseguenze di un trapianto di cuore fallito, ha annunciato: «Adesso quereliamo Guido Oppido per false dichiarazioni».
Da sempre la mamma del piccolo Domenico, Patrizia Mercolino, ha raccontato che in seguito all'intervento chirurgico del 23 dicembre scorso solo la dottoressa Gabriella Farina le aveva riferito che «il cuore non era ripartito» senza specificare i motivi. Dei danni causati dal ghiaccio secco durante il trasporto la famiglia del piccolo era venuta a conoscenza solo dalla stampa, un mese e mezzo dopo i fatti.
Nel corso della trasmissione di stamani è stata intervistata anche Anna Iervolino, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha riferito di aver presentato una denuncia ad inizio febbraio. La denuncia alla Procura di Napoli riguardava la questione della mancata formazione dell'equipe di cardiologia pediatrica nell'utilizzo dei contenitori isotermici Paragonix, da almeno tre anni in uso all'equipe che si occupa di trapianti di cuore per adulti ma praticamente sconosciuti a chi se ne occupava per i bambini. Secondo quanto emerso finora, il team di cardiochirurghi pediatrici guidato da Oppido non avrebbe mai risposto alla mail di convocazione per seguire i corsi di formazione. E per recarsi a Bolzano a prelevare il cuore da un piccolo donatore, l'equipe partenopea era partita con un box-frigo di vecchia generazione, privo di termostato, al quale fu rabboccato ghiaccio secco di anidride carbonica che causò lesioni cuore, poi divenuto inutilizzabile.
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4 aprile 2026 ( modifica il 4 aprile 2026 | 12:51)
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