Dopo Domenico al Monaldi accuse incrociate e richieste di trasferimento: «Tutte le lettere trasmesse in Procura»
Da Bolzano la precisazione del procuratore Bisignano: «L'inchiesta resta a Napoli per competenza territoriale»
Dopo il drammatico trapianto di cuore fallito lo scorso 23 dicembre che ha portato alla morte del piccolo Domenico Caliendo, al Monaldi sono iniziate le accuse incrociate, affidate ad una serie di lettere indirizzate alla direzione sanitaria. Quella più drammatica porta la firma di undici infermieri del reparto ed è stata trasmessa il 27 gennaio, una settimana dopo quella inviata dalla caposala della cardiochirurgia.
Segnalazioni, accuse, ma anche richieste di trasferimento, come ha confermato oggi in una nota la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che «sono state immediatamente trasmesse alla Medicina del Lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione affinché venisse valutata la possibile correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione al tragico evento verificatosi».
Le missive sono state trasmesse anche alla Procura di Napoli, che ha iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di omicidio colposo i nomi di sette persone tra chirurghi, responsabili, medici e paramedici.
Sull'inchiesta, oggi il procuratore di Bolzano, Axel Bisignano, ha spiegato anche perché tutti gli atti relativi all'indagine per la morte del piccolo Domenico siano stati trasmessi a Napoli: «In caso di omicidio colposo - ha detto – la competenza è della Procura dove è avvenuta l'azione di omissione. Nel caso in questione, come apprendo da resoconti giornalistici, si parla di una catena di errori, il primo dei quali sarebbe avvenuto a Napoli, al momento della partenza dell'equipe incaricata dell'espianto».
Qualora, nel corso delle indagini, emergesse invece che il primo errore che ha portato al danneggiamento dell'organo sia stato commesso a Bolzano, dove si trovava il piccolo donatore, allora il fascicolo passerebbe, per competenza, alla Procura bolzanina: «Ci sono indagati, più la parte lesa e la Procura, tutti a Napoli – ha sottolineato Bisignano – ad oggi nessuno ha sollevato questioni di competenza territoriale».
Vai a tutte le notizie di Napoli
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Partecipa alla discussione
