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Università, «no» alla rieleggibilità dei rettori: stop (anche) a Lorito e Nicoletti

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13.03.2026

La Commissione Bilancio della Camera si è espressa negativamente rispetto agli emendamenti che prevedevano proroghe. La decisione riguarda anche gli atenei Federico II (dove Meo e Mazzucchi rientrano in corsa) e Vanvitelli

Gianfranco Nicoletti e Matteo Lorito

Bocciata la proposta di rendere rieleggibili i rettori delle università pubbliche: la Commissione Bilancio della Camera ha detto no ai due emendamenti «gemelli» presentati da Giovanna Miele e Salvatore Di Mattina della Lega e da Francesco Cannizzaro di Forza Italia. In Campania non potranno aspirare a restare al vertice Matteo Lorito e Gianfranco Nicoletti, rettori rispettivamente della Federico II e della Vanvitelli, che sono a fine mandato ma non hanno reso pubbliche le proprie intenzioni. Roberto Tottoli, rettore dell’Orientale a sua volta in scadenza nel 2026, ha invece dichiarato pubblicamente di non puntare a un rinnovo e nemmeno a una proroga. 

In Italia avrebbero potuto essere coinvolti anche i rettori di Urbino, Genova, Venezia Ca’ Foscari, della Basilicata, di Sassari e della Sapienza di Roma. È fallito dunque anche questo tentativo di modificare in tal senso i criteri di governance cogliendo prima l’occasione del decreto per il Pnrr e poi della riforma della legge 240/2010 voluto dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, della quale si parla da mesi. Il progetto inizialmente prevedeva per i rettori un mandato di quattro anni rinnovabile per altri quattro (invece dei mandati attuali da sei anni non ripetibili) attraverso una sorta di «midterm elections», con diritto di voto per i soli senatori accademici. Ma ancora una volta la questione è entrata e uscita dall’ordine del giorno a causa dell’impossibilità di trovare una sintesi. 

Quali sono le conseguenze a Napoli? Dovrebbe finalmente sbloccarsi la corsa alla successione nei tre atenei coinvolti. Alla Federico II in realtà avevano già presentato la propria candidatura Santolo Meo, docente di convertitori, macchine e azionamenti elettrici nel corso di laurea magistrale in Ingegneria elettrica, e Andrea Mazzucchi, ordinario di filologia della letteratura italiana e direttore del dipartimento di Studi Umanistici, scesi in campo prima che si cominciasse a parlare di riforma. Poi però il dubbio che Lorito potesse restare in carica – in proroga oppure rieletto – aveva spento il dibattito pubblico e acceso una diffusa insofferenza per lo stallo. Alla Vanvitelli situazione congelata. E anche all’Orientale, nonostante Tottoli abbia annunciato che comunque non vuole restare al timone, non sono emerse candidature ufficiali. C’è da aspettarsi che ora qualche nome venga fuori e che si ricominci a parlare del futuro delle tre università che contano complessivamente 120 mila studenti e oltre cinquemila professori.

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