Dov’era Dio nel rogo di Crans? Stringeva i ragazzi tra le sue braccia
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02.01.2026
Cari genitori, il vostro dolore è il nostro dolore, la vostra angoscia ci opprime, le vostre speranze ci incitano a guardare avanti. A Crans-Montana siete stati colpiti da una tragedia immane, lasciateci asciugare le lacrime che vi solcano il volto.Alla sofferenza si aggiunge la rabbia, lo sconcerto, il rammarico. Nella vostra vita tutto è cambiato in un istante. Da oggi niente sarà più come prima. Eravate sereni allo scoccare della mezzanotte, i vostri ragazzi stavano al sicuro, l’ambiente sano, la montagna stupenda, la serata tranquilla. Avevate appena brindato, come tutti noi, all’anno nuovo. Baci, abbracci, risate, battute di spirito, pacche sulle spalle. Un messaggino – l’ultimo – al figliolo che si divertiva con gli amici. Chi avrebbe potuto prevedere la tragedia che stava per abbattersi sulle vostre vite?Da soli non ce la potete fare a sopportare un dolore così grande, così assurdo. Avete bisogno di appoggiarlo sulle spalle di fratelli e sorelle, conosciuti e sconosciuti. Eccoci, perdonateci se ci permettiamo di farci avanti e dirvi: ci siamo. Stiamo piangendo con voi fin dalle prime, incerte, notizie. Per voi abbiamo pregato nelle nostre comunità parrocchiali. Quando la morte arriva inattesa, improvvisa, con il viso arcigno, cattivo, deturpato; quando porta via non te – sarebbe stato meglio, hai pensato........
© Avvenire
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