Ambiente «Troppo è troppo». In Bretagna la rivolta contro il parco eolico
La manifestazione del 5 luglio a Morlaix contro il progetto del parco eolico - Foto Marco Morosini
«Tout commence en Finistère» è lo slogan ufficiale della regione. E se fosse davvero così? In Finistère, infatti, i nastri azzurri sono scesi per tre volte in piazza: a Roscoff, giovedì 21 agosto, dopo aver già manifestato il 31 maggio e a Morlaix il 5 luglio. I nastri azzurri si oppongono ai “mulini a vento” previsti nella baia di Morlaix (Finistère). Si tratta di un movimento in parte locale, ma che, a differenza dei bonnets rouges o dei gilets jaunes, solleva una questione che riguarda sempre più l’intero pianeta: i costi sociali della transizione ecologica e dell’espansione delle energie rinnovabili. In realtà, i nastri azzurri non rifiutano le turbine eoliche in quanto tali, ma contestano la “troppità” del progetto di Morlaix, considerato sproporzionato: troppo vicino alla costa (16 chilometri dall’isola di Batz, a un miglio da Roscoff), troppo alto (287 metri), troppo fitto e numeroso (110 turbine su 25.000 ettari).
Gli scenari più accreditati della transizione energetica mondiale, basati su un futuro alimentato da vento, acqua e sole (wind-water-sun), prevedono infatti l’installazione di milioni di turbine a terra e in mare entro il 2050. È il caso, per esempio, degli scenari di Jacobson e De Lucchi (100% Clean and Renewable Wind, Water, and Sunlight All-Sector Energy Roadmaps for 139 Countries, Stanford University, 2017). Se un progetto di 110 turbine suscita già controprogetti e manifestazioni organizzate, cosa accadrà quando si tratterà di realizzarne milioni? Che ne sarà delle migliaia di chilometri quadrati di pannelli fotovoltaici, talvolta in conflitto con i........
© Avvenire
