Il potere della parola, il rischio del silenzio
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Avvolti da una spirale di conflittualità che sembra a tratti inarrestabile, nel mondo ma anche intorno a noi, ci ritroviamo sempre più spesso senza parole. Superata la sorpresa, l'indignazione, la preoccupazione, pare che ci resti solo il silenzio. Una tentazione forte, che è anche l’anticamera della resa. Una doppia resa. Perché con il silenzio accettiamo che le cose facciano il loro corso, perché così neghiamo alla parola il potere e la responsabilità di levarsi contro questa stessa spirale. E se non di fermarla, almeno di offrire un'alternativa.Il 2025 si chiude nel solco di come era cominciato. Ma è proprio dentro a questo solco sempre più profondo e più buio che ogni singola scintilla può non solo fare un po’ di luce, ma anche accendere qualcosa, rendersi portatrice di una discontinuità, generare qualcosa di imprevisto. La parola è una delle poche armi che ci restano, soprattutto se si tratta di una parola disarmata e disarmante, espressione nei fatti diventata il controcanto di questo Giubileo della Speranza.........
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