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Lasciamo parlare la neve, scaldiamoci con il ghiaccio

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07.02.2026

Lo sport parla, lo ha sempre fatto. La prima medaglia che dobbiamo vincere tutti, adesso, è riuscire ad ascoltarlo. Ora che i Giochi iniziano davvero occorrerebbe silenzio, partecipazione, capacità di cancellare preconcetti, schieramenti, false convinzioni e catastrofismo. E servirebbe anche annullare la retorica facile che un avvenimento carico di storia come un’Olimpiade si porta fatalmente addosso. Perché è una falsa illusione pensare che i Giochi siano sempre e solo un grande esempio di purezza. Sono un viaggio per una minoranza di uomini e donne straordinarie. Non vincono sempre i buoni, spesso non perdono i cattivi. E in fondo quelli che li hanno inventati, in tempi moderni che ci piace immaginare civili, schiacciavano vite come mosche nella follia delle guerre, spazzavano via popoli interi per farsi un po’ di spazio. Quasi come oggi.
Ma le Olimpiadi servono a insegnarci che sul podio, come nella vita, ci salgono in pochi. E che arrivare quarti significa averci provato. Occorre una vita per afferrarle, basta un soffio per perderle. L’Olimpiade è una storia d’amore in cui ci si vede solo una volta ogni quattro anni. Quindi è fedeltà pura. Confronto, contatto, esame crudele,........

© Avvenire