Viaggio nella cultura napoletana attraverso la filosofia
Chi è napoletano non spiega la propria filosofia ma la vive quotidianamente, sorretto da una saggezza radicata in forme di espressione proprie della cultura popolare. La concezione dell’esistenza dei partenopei si accompagna alla consapevolezza della sua brevità, che porta con sé il distacco tipico di chi osserva mentre vive. Sulle connessioni esistenti con le dottrine di pensiero “ufficiali” è incentrato l’arguto volumetto “La filosofia dei napoletani. Proverbi, filastrocche e personaggi caratteristici” di Sergio Zazzera, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana “Sorsi”. Dal confronto tra i due tipi di approccio alle questioni esistenziali, Zazzera deduce che i napoletani sono eclettici in quanto hanno assorbito la lezione di ogni dottrina filosofica, finendo poi per rielaborarla in modo personale, anche distaccandosene totalmente. Ed ecco il discettare sul problema metafisico – l’esistenza del Padre e del Figlio, il rapporto tra il Bene e il Male – e su quello escatologico come nei versi della poesia “’A livella”........
