Ranucci chiarisca, prima che il silenzio lo travolga
Ranucci, oggi, dovrebbe fare esattamente ciò che per anni ha chiesto agli altri: spiegare
Il consiglio che Enzo Maraio rivolge a Sigfrido Ranucci va nella direzione giusta: rompa il silenzio e chiarisca. Lo faccia presto, perché quando gli interrogativi si accumulano e le risposte non arrivano, il rischio è che sia il silenzio stesso a diventare una notizia. E, alla lunga, a travolgere la credibilità di chi tace.
Non è una sentenza e non vuole esserlo. Al contrario. È proprio una posizione garantista a imporre prudenza: una frequentazione non è una colpa, un rapporto personale non dimostra una responsabilità e un sospetto non può trasformarsi in una prova.
Ma qui c’è qualcosa di più, soprattutto per chi ha costruito la propria autorevolezza professionale sull’inchiesta, sulle domande rivolte agli altri e sulla pretesa — spesso giustissima — che chi esercita un ruolo pubblico risponda.
Ranucci, dunque, dovrebbe fare esattamente ciò che per anni ha chiesto agli........
