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Dazi, cittadinanza e Fed: Trump sfida la Corte Suprema dopo le sconfitte

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17.08.2026

“Sono il più grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finché riesco a vincere”. Così Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015, descrisse la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986), consiste nel considerare la realtà malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori né mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziario degli Usa.

In tempi molto recenti, la Corte Suprema ha bacchettato il presidente Usa in alcuni casi fondamentali, come i dazi, il diritto alla cittadinanza per nascita, il licenziamento di Lisa Cook dalla Federal Reserve, ecc. In queste vicende Trump non si è arreso e ha intrapreso altre strade per aggirare i limiti impostigli dalla magistratura. Nel caso dei dazi iniziali imposti in occasione di quello che lui dichiarò “Liberation Day”, la Corte Suprema li dichiarò illegali nel febbraio scorso, con una decisione di 6-3. Trump andò su tutte le furie, attaccando i giudici, ma subito dopo li ripristinò usando un’altra legge che però gli permise di mantenerli fino al 24 luglio.

Subito dopo impose altri dazi usando........

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