Stati Uniti e Cina, una diarchia tra che non riconosce le istituzioni globali
Dal G2 cino-americano alla nuova identità dell’UE e dell’ONU. Una diarchia tra Stati Uniti e Cina che non riconosce le istituzioni globali degli ottanta anni trascorsi dalla fine del secondo conflitto mondiale
Un settembre da ricordare. Non per i molti vertici, incontri, accordi o tentativi di accordo, per le minacce proclamate o realizzate, per le bombe e gli attentati, ma per le tracce dei cambiamenti profondi che si sono rese visibili a tenere insieme gli avvenimenti, e che fanno di settembre 2026 un momento di svolta delle relazioni internazionali.
La prima traccia di un cambiamento profondo è la diarchia stabilitasi tra Stati Uniti e Cina per il governo del mondo. Un G2 o Partenariato come preferisce chiamarlo Xi Jinping, che non riconosce, se non entro i limiti strettissimi dei rispettivi interessi imperiali, le istituzioni globali che il mondo si è dato negli ottanta anni trascorsi dalla fine del secondo conflitto mondiale. La Corte Penale Internazionale è tra questi: il presidente americano la ha ribadito ieri all’Assemblea delle Nazioni Unite. Ma lo sono anche l’Organizzazione Mondiale della Salute e le stesse Nazioni Unite.
E se Trump la sua arringa accusatoria l’ha fatta di fronte all’Assemblea, Xi Jinping al Palazzo di Vetro non si è neppure avvicinato preferendo l’invito di Trump alla Casa Bianca. Xi non vuole impegnarsi con l’ONU su nessuna delle crisi in corso. Preferisce gestirle in proprio e come strumento negoziale nei confronti degli Stati Uniti. Il presidente americano si è recato a riceverlo sulla pista della base aerea di Joint Andrews a Washington, una specie di replica del tappeto rosso per Putin ad Anchorage, ma con l’aggiunta di una nota di deferenza per il leader cinese. I due concordano sul fatto di avere in mano i dossier del mondo. Qualche risultato del Partenariato è già agli atti.
L’introduzione illegale di fentanil negli Stati Uniti è stata fortemente ridotta, la Cina ha ordinato 140 dei 200 Boeing che si era impegnata ad acquistare, e procedono anche l’acquisto della soia -molto meno quello di altri prodotti agricoli americani- e l’abbozzo di un piano di intervento comune sui rischi dell’intelligenza artificiale. Il problema sono le terre rare che arrivano negli Stati Uniti in quantità del tutto insoddisfacenti. Ma si registra un’apertura significativa. Nell’incontro di mercoledì con il vicepremier cinese He Lifeng, iI Segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato che la tregua commerciale siglata Busan lo scorso anno e in scadenza a novembre è stata prolungata fino al 10 gennaio: fino ad allora resteranno congelate la minaccia di nuove tariffe americane e soprattutto l’applicazione dei controlli cinesi sull’esportazione di terre rare. Alla cena di Stato di ieri non sono mancati Jensen Huang ceo di Nvidia e Sam Altman di OpenAi tra i maggiori dirigenti di aziende tecnologiche americane. Il dialogo tra Xi e Trump potrebbe riguardare il Board of trade, lo strumento attraverso cui i due Paesi stanno concordando i prodotti da scambiare per 30 miliardi di dollari, da quelli di consumo a quelli energetici, agricoli e sanitari. Forse anche la revoca dei dazi cinesi sul Gnl, il gas naturale liquefatto.
Fin qui le illazioni. Invece è indiscutibile che in ballo c’è di più, c’è il valore immateriale del primato politico. La Cina ha mostrato molta forza nel confronto con gli Stati Uniti, forse anche fornendo all’Iran immagini satellitari utilizzate in un attacco che ha causato vittime americane come ha scritto il New York Times. Gli osservatori si attendono che in cambio di una parziale liberalizzazione dell’export di terre rare verso Washington, e, con maggiore difficoltà, della liberazione di alcuni americani detenuti e di investimenti nella costruzione di stabilimenti automobilistici negli Stati Uniti, la Cina chieda la fine della fornitura di armi a Taiwan. Trump aveva a suo tempo posticipato a fine anno la vendita di armi per Taiwan forse alla fine dell’anno ma Xi tornerà ad avanzare l’interpretazione cinese dell’accordo del 1982, sottolineando che il governo americano si è con esso impegnato a ridurre gradualmente la vendita di armi a Taiwan, e trascurando che quell’impegno è subordinato alla ricerca da parte della Cina di una soluzione pacifica della questione taiwanese.
Quanto allo scenario iraniano, rispondendo ai giornalisti Trump ha stranamente minimizzato l’intervento cinese.
La seconda traccia porta sul fronte di guerra europeo. È la guerra russa. Tanto numerosi e reiterati si sono fatti gli attacchi russi alle nazioni........
