Netanyahu, il cavaliere senza cavallo
Si avvicinano le elezioni in Israele e già si cerca di giustificare l’operato del governo Netanyahu: non poteva fare diversamente, ci viene detto, perché doveva difendere la sopravvivenza del suo popolo. Poverino, dunque, sarebbe stato costretto a radere al suolo un territorio e a provocare una catastrofe umanitaria di proporzioni enormi: Gaza. Dopo la barbarie del 7 ottobre 2023, quando Hamas e altri gruppi armati uccisero circa 1.200 persone, in gran parte civili, e presero centinaia di ostaggi, Israele aveva certamente il diritto di difendere i propri cittadini e di reagire all’attacco.
Ma avere il diritto alla difesa non significa avere una licenza illimitata nell’uso della forza. È proprio qui che comincia il problema politico, morale e storico. La risposta israeliana ha provocato una distruzione immensa: abitazioni, interi quartieri, infrastrutture civili, scuole e strutture sanitarie sono stati colpiti o resi inutilizzabili, mentre la popolazione palestinese è stata sottoposta a sfollamenti ripetuti e a........
