Le barchette sulla Restera e il mistero dell’artista senza nome
Marcovaldo aveva un dono: si accorgeva delle piccole cose. Il personaggio creato da Italo Calvino in “Marcovaldo ovvero Le stagioni in città” attraversava luoghi conosciuti lasciandosi sorprendere da ciò che agli altri sfuggiva. Bastava un piccolo segno fuori dall’ordinario perché il paesaggio di tutti i giorni diventasse improvvisamente qualcosa da esplorare. Da qualche tempo sulla Restera sta accadendo qualcosa di simile. Chi cammina ha cominciato a guardare un po’ più in là, tra l’erba, vicino all’acqua, alla biforcazione con il Sil Morto, persino sopra un palo. Perché lungo il percorso stanno comparendo delle piccole barche.
Non c’è una firma, né un messaggio. C’è soltanto la mano di qualcuno che le costruisce e poi le lascia lì, affidandole alla curiosità di chi passa. A poco a poco quelle barchette hanno smesso di essere soltanto curiose creazioni artigianali e sono diventate una sorta di indizio. Soprattutto hanno prodotto un effetto forse inatteso: chi percorre la Restera ha cominciato a osservare con maggiore attenzione. C’è chi le cerca, chi le fotografa, chi segnala una nuova........
