Nelle Rsa il viaggio nel tempo che risveglia i ricordi sopiti degli anziani
«Tornemo indrio col tempo». Bastano quattro parole per lanciare l’incantesimo. Maurizio le pronuncia con una certa solennità, con la consapevolezza che da quel momento in poi il nastro della memoria inizia a riavvolgersi. E, quasi inconsapevolmente, chi ascolta si ritrova con la mente affollata di ricordi.
Le immagini si fanno più vivide, le emozioni più intense. Forse non esiste una spiegazione razionale, ma Maurizio giura che, dopo un’ora di cabaret in casa di riposo, anche chi non è più in grado di reggersi in piedi trova la forza di alzarsi e abbandonarsi a un affettuoso abbraccio. «Non è forse questo il senso di tutto?», è un interrogativo che non ha bisogno di risposte. E per capirlo basta il tempo di un’esibizione.
Un tavolo, due sedie, il copione e qualche trucchetto di magia da svelare al momento giusto. Maurizio Meneguz e Renzo Bianchin non hanno bisogno di nulla più per il loro cabaret itinerante nelle case di riposo. «Io e questo mio amico vorremmo raccontarvi com’era la vita dei bambini settanta, ottanta........
