Da dove comincia la crisi della Fiorentina (e chissà quando finirà)
Per ritrovare l’ultima vittoria in Serie A occorre risalire al 25 maggio e all’avversaria contro cui dovrà giocarsi (quasi) tutto. Giornata conclusiva della stagione 2024-25, Udinese-Fiorentina 2-3. Viola sesti e pronti a un ambizioso salto di qualità. Sette mesi dopo, l’incubo sportivo. Sei punti in classifica e nessun successo in 15 partite, due allenatori che si sono già alternati in panchina e turno pre-natalizio con l’Udinese, nel triste catino di un Franchi in perenne ristrutturazione. Un appuntamento che la Fiorentina affronta sull’onda dell’ennesima sconfitta, quella incassata giovedì sera in Conference League a Losanna. Un torneo in cui era stata protagonista con le due finali nel 2023 e nel 2024 e la semifinale nell’ultima edizione, e che ora la vede obbligata agli spareggi per raggiungere gli ottavi.
Ma l’Europa resta l’ultimo dei problemi viola. Il primo, quello principale, è evitare una retrocessione che manca dal 2002, dai giorni terminali dell’impero Cecchi Gori, prima del fallimento. E la Fiorentina si presenta all’ennesimo appuntamento che conta seguendo il solito schema all’italiana: turnover spinto in coppa, per risparmiare i titolari, più ritiro immediato (per tacere dei patti squadra-tifosi). Buona fortuna…
La morte di Barone è l’inizio della crisi della Fiorentina
La crisi attuale può........





















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