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ScienzAFirenze per “assaggiare” il mondo della ricerca
«Un convegno scientifico sui generis: gli scienziati sono tutti adolescenti». Alessio Rocci, professore di matematica e scienze in un Liceo scientifico di Selvazzano Dentro (Pd), descrive così la due giorni di ScienzAFirenze, che lo aspetta il 22 e il 23 aprile nella Sala Esse del Liceo Scientifico paritario Salesiani del capoluogo toscano. Il docente è membro del Comitato didattico dell’evento giunto alla sua XXIII edizione e promosso da Diesse Firenze e Toscana in collaborazione con Euresis e con la rivista Emmeciquadro. Quest’anno il titolo dell’iniziativa, da sempre dedicata alle scuole secondarie di primo grado, è “Nuovi e vecchi strumenti per indagare i fenomeni in natura: il laboratorio tra tradizione e innovazione”, e conta 231 iscritti, di cui 34 docenti e 197 studenti, provenienti da 16 istituti superiori di 8 regioni differenti.
È la conclusione di un lungo lavoro fatto dai ragazzi e dai loro professori.Sì, durante l’anno gruppetti composti da massimo cinque studenti e da un insegnante di riferimento hanno sviluppato un’attività di ricerca sperimentale con relativa tesina sul tema proposto dal Comitato didattico. Arrivano quindi a città Firenze da “esperti” dell’argomento.
Di cosa tratta il tema di quest’anno?Del confronto tra strumenti del passato ed attuali, approfondendo la loro evoluzione nel campo della ricerca dei fenomeni naturali. Come in ogni edizione saranno quindi interessate diverse materie curricolari come la fisica, la chimica, la biologia e la matematica.
Quando verranno presentati i lavori dei ragazzi?Come accade nel mondo accademico ci saranno due momenti dedicati in entrambi i giorni. Prima alcuni gruppi di lavoro presenteranno i risultati con dei power point, successivamente, nei momenti che chiamiamo Exhibit Time, tutti potranno portare un poster dedicato ed i propri prototipi, se ne hanno costruiti. Gli studenti discuteranno del loro lavoro con i coetanei, con i professori presenti e con i ricercatori o gli esperti invitati all’evento. Inoltre come ogni anno alcuni ospiti speciali nei due giorni presenteranno un tema scientifico di particolare interesse, legato ad argomenti di attualità o al tema proposto nell’edizione.
Chi terrà il primo incontro?Sarà Marco Cristoforetti, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler. Mercoledì mattina, dopo l’introduzione dei lavori di Giuseppe Tassinari, terrà una lezione dal titolo “L’intelligenza Artificiale: nuovo strumento per indagare la realtà e noi stessi”, argomento caldissimo per i ragazzi che spesso usano l’Ia senza cognizione di causa.
Il secondo invece?Toccherà giovedì a Lucilla Capotondi, dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr. Il titolo del suo incontro sarà “Un caleidoscopio naturale: lo studio di microscopici organismi per ricostruire la storia del Pianeta”. Ogni anno infatti per ampliare l’orizzonti dei ragazzi si cerca di portare loro esempi dell’evoluzione di discipline più specifiche, lontane dal loro programma di studi.
A conclusione dell’evento saranno invece premiati i migliori elaborati degli studenti.Sì, da una giuria composta da membri della Redazione e del Consiglio Scientifico della Rivista Emmeciquadro, che sceglierà i primi classificati per ogni sezione.
Lei da quanto partecipa e cosa la spinge a continuare a portare i ragazzi a Firenze?Dal 2012, questo evento mi dà l’opportunità di far “assaggiare” durante l’anno ai miei studenti il mondo della ricerca, che mi ha sempre appassionato. Hanno infatti l’opportunità di scoprire le cose gradualmente e di cercare l’approccio scientifico più adatto al tema affrontato.
Come vede cambiare lo sguardo dei ragazzi sulla materia?Nel processo di elaborazione del progetto, cominciano ad intuire la complessità della scienza e dell’elaborazione di un esperimento, aspetti molto complessi da apprendere sui libri di testo e difficili da trasmettere a lezione. Cambiano proprio percezione, sentono di star vivendo un’esperienza concreta.
Quale lavoro presenterà lei con il suo gruppetto di ragazzi?Il nostro elaborato avrà al centro l’astronomia. Siamo partiti innanzitutto dal mutamento dell’osservazione del cielo nella storia, dagli antichi greci fino all’epoca della rivoluzione scientifica. L’evoluzione più naturale è stata poi seguire le orme di Galileo, i ragazzi hanno quindi costruito un cannocchiale come quello del fisico pisano. Hanno poi partecipato ad uno studio online proposto dalla Nasa, che permette di osservare le immagini del telescopio spaziale James Webb, analizzando con i propri occhi le galassie a spirale. Adesso non aspettano altro che presentare il loro lavoro ai giovanissimi “colleghi” scienziati.
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