menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La vita di Elizabeth Bouvia dopo che le fu negato il “diritto” a morire  

2 6
04.02.2025

L’ultimo giorno di produzione del suo Life After Reid Davenport ha pensato di lasciarsi inquadrare mentre compilava il modulo di richiesta di suicidio assistito. Dopotutto il suo film parlava anche di questo, persone come lui che avevano chiesto e ottenuto il Maid e il modulo era disponibile per tutti gli adulti disabili del Canada.

«Sapevo già prima di compilarlo che avrei avuto diritto alla morte assistita secondo la legge. Ma non ero preparato a quanto sarebbe stato superficiale, o a come avrebbe reso la mia vita monodimensionale così rapidamente. Mi sono state poste versioni di queste domande molte volte prima, soprattutto in contesti medici, dove la mia vita diventa sempre sinonimo di tutto ciò che non posso fare, priva di qualsiasi altra parte di ciò che sono.

Mentre ero seduto lì con la mia squadra, mi sentivo completamente solo, trasportato in una dimensione contenente le mie passate esperienze di isolamento e fallimento, unite ad aspetti di un percorso parallelo (uno senza la mia meravigliosa famiglia e moglie, un’istruzione e i mezzi per sostenermi finanziariamente). Per la prima volta, mi sono chiesto seriamente: in questa dimensione parallela, sceglierei di premere “invia” su questo modulo e deciderei di porre fine alla mia vita?».

Se fosse stato canadese il suo governo lo avrebbe aiutato a morire solo perché ha la paralisi cerebrale. Al suo Life After, presentato in anteprima nei giorni scorsi a Sundance Film Festival, aveva dedicato anni di ricerche, interviste, raccolta dati. Per arrivare a una conclusione: «Il suicidio assistito rappresenta un pericolo chiaro e attuale per le persone disabili», ha detto senza mezzi termini al Guardian: «Prendo questa posizione da un punto di vista di sinistra».

La Commissione di esperti Uk che tifa suicidio assistito

Quella di Daventport è una voce fuori dal coro nel dibattito ospitato dai giornali britannici sulla legalizzazione del suicidio assistito. Il disegno di legge Terminally Ill Adults (End of Life) Bill, approvato alla Camera dei Comuni alla fine di novembre è ora al vaglio di commissioni (si preveda torni alla Camera il 25 aprile), dove il dissenso è stato ridotto al minimo indispensabile. Stando ai resoconti di

© Tempi