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La Lombardia si inventa gli ispettori privati: il controllo diventa merce?

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29.01.2026

Quello che sta accadendo in Lombardia, lontano da inchieste e telegiornali, è il punto d’arrivo di una lunga traiettoria politica. Anni di esternalizzazioni hanno eroso la funzione pubblica fino a colpire uno dei suoi nuclei più sensibili: la vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un’attività che dovrebbe essere esercizio pieno dell’autorità dello Stato, a tutela diretta della vita delle persone, viene oggi trattata come un servizio affidabile anche al mercato. E soprattutto in casi come questi, quando il controllo pubblico diventa opzionale, lo Stato arretra.

Un paradosso vero: mentre il Paese affronta un’emergenza, con oltre mille morti sul lavoro registrate nel 2025 e più di 600.000 denunce di infortunio, la Regione più ricca d’Italia decide di indebolire proprio il suo presidio ispettivo, con una scelta politica che segna una frattura nel patto di protezione tra istituzioni e lavoratori.

Nulla di tutto questo è avvenuto per caso. Il terreno giuridico è stato battuto con il linguaggio neutro dell’emergenza e della carenza di personale per giustificare una strategia di disinvestimento dal pubblico.

La DGR XII/5589 del 30 dicembre 2025, che definisce le regole di gestione del Servizio sanitario regionale per il 2026, consente alle ATS di ricorrere a personale esterno con partita IVA o contratti di collaborazione per i Piani Mirati di Prevenzione. Non si tratta di ruoli marginali: medici, ingegneri,........

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