Quando l’intelletto umano era libero di crescere
Cari amici lettori, io non sono un fruitore abituale della televisione. Ho conosciuto troppe persone che hanno smarrito il senno “ciuncànnose’nnanz’o schérmo ‘e casa” e tanti di loro che hanno finito per morire innanzi tempo, forse per la consunzione del cervello. Non rinunzio, tuttavia a informarmi, oltre che con la lettura dei quotidiani (che volete, alla mia età sono un residuo dei tempi andati!), sia con la visione dei notiziarie in particolare di televideo (nel quale, almeno, mancano le chiacchiere inutili dei presentatori).
In Italia, fra le innumerevoli offerte dell’ormai immenso mondo televisivo, abbiamo un ente pubblico, la Rai, che dovrebbe rappresentare un pilastro per l’informazione, al servizio del pubblico. In teoria. Tramontati i tempi felici di “Carosello”, la pubblicità dilaga insopportabilmente ovunque, nonostante il servizio non sia più gratuito da moltissimi anni, ma comporti il pagamento di un canone.
Un pagamento che mi va diventando........
