A 50 anni dalla distruzione in Friuli: "Quando l’orco uscì dalle viscere"
Mille morti, paesi sventrati e 100mila sfollati. Ma dalla reazione forte nacque la Protezione civile italiana. Nel libro ’La notte in cui la terra tremò’ la giornalista Greta Sclaunich racconta solidarietà e ricostruzione.
La sera del 6 maggio 1976 Greta non è ancora nata. Però un giorno le sembrerà di ricordare il caldo innaturale e appiccicoso da fine giugno. I bambini di Gemona giocano per le strade e gli adulti sparecchiano quando un boato squarcia l’aria. Non è un temporale, non è una bomba. La scossa di magnitudo 6.5 della scala Richter dura meno di un minuto e in quei 59 secondi l’antica città medievale del Friuli Venezia Giulia si sbriciola. Cadono campanili, si aprono voragini, arriva la morte. Leo ha solo 12 anni e vede casa e infanzia ridotte in macerie, un pezzo di famiglia sepolta. Greta Sclaunich, cresciuta in provincia di Gorizia, vuole che sia lui ad accompagnarla attraverso "La notte in cui la terra tremò".
Il libro è ispirato a fatti realmente accaduti. E parla di solidarietà e ricostruzione, ma "ad altezza di fanciullo".
"Leo non esiste però la sua storia sì. Era a Gemona, è partito anni dopo con una squadra friulana a scavare fra le macerie di Amatrice. Attraverso il........
