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Tra i sovversivi di Foligno. Cosa è La Faglia, il circolo anarchico di Sara Ardizzone

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21.03.2026

Sara Ardizzone, la donna morta nell'esplosione a Roma. Era vicina al circolo La Faglia di Foligno

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Foligno, 21 marzo 2026 – Nei vicoli di Foligno, 55mila abitanti nel cuore dell’Umbria, c’è un circolo dove i propri rappresentanti preferiscono “aprire faglie anziché costruire ponti”. Si chiama proprio così, La Faglia, ed è il quartier generale di uno dei gruppi anarchici più conosciuti e temerari d’Italia. Pagano regolarmente l’affitto, organizzano incontri e riunioni e sono vicini al gruppo di Alfredo Cospito, l’anarchico condannato in via definitiva per l’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare nel 2012 e attualmente detenuto in regime di 41bis. E’ qui, tra i vicoli della cittadina in provincia di Perugia, che si muoveva Sara Ardizzone, la donna di 36 anni trovata morta insieme al compagno Alessandro Mercogliano in un casolare abbandonato a Roma. I due sono rimasti coinvolti in un’esplosione mentre stavano verosimilmente preparando un ordigno per qualche attentato.

Il circolo degli anarchici di Foligno

Il circolo di Foligno è abbastanza noto tra gli ambienti anarchici. E’ collegato al giornale Vetriolo, al quindicinale anarchico internazionalista Bezmotivny, ai due siti internet Roundrobin e Malacoda e al Circolaccio di Spoleto di Michele Fabiani, già noto alle cronache per il suo coinvolgimento in una cellula anarco-insurrezionalista. Fabiani è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, avendo scontato una pena per il suo ruolo nella Coop-Fai. Uno degli elementi che caratterizzano “La Faglia” è il rifiuto esplicito di ogni compromesso con le istituzioni. Il circolo si presenta come uno spazio di incontro per persone che condividono una visione anarco-insurrezionalista, influenzata anche dalle azioni di Alfredo Cospito, considerato da molti membri un punto di riferimento. Proprio questo legame ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine sul gruppo.

Il legame con l’Umbria di Sara Ardizzone

Sara Ardizzone, sottoposta a misura cautelare nel 2023 per aver assaltato un gazebo elettorale della Lega a Marina di Carrara, era stata processata a Perugia nel 2025 e poi prosciolta per l’operazione Sibilla. In quell'occasione non aveva avuto problemi a dichiararsi “nemica dello Stato”. I giudici le avevano contestato l’istigazione a delinquere con finalità terroristica, oltre ad avere imbrattato delle mura con scritte anarchiche ( “Non abbassare la guardia colpiscila”) e ad aver danneggiato quattro Fiat Panda nel centro smistamento delle Poste di Foligno con tanto di rivendicazione. Nata a Roma, è stata sposata per qualche anno con un uomo di Foligno, anch’egli vicino ai gruppi anarchici, e ufficialmente risultava residente a Sant’Anatolia di Narco, dove ha vissuto sola per diversi anni. Nell’ultimo periodo, in base a quanto si sapeva di lei, era tornata a Roma, dove si era accompagnata con Mercogliano. 

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Il circolo di Foligno è legale?

In Italia aprire un circolo, anche di ispirazione anarchica, è possibile e legale, purché vengano rispettate le norme previste dall’ordinamento. Questo è valido anche per il circolo La Faglia di Foligno, nonostante alcuni suoi membri – e in generale le attività portate avanti al suoi interno – siano state spesso sotto osservazione delle forze dell’ordine. La Costituzione garantisce infatti la libertà di associazione (articolo 18), consentendo ai cittadini di riunirsi e organizzarsi liberamente per finalità culturali, sociali o politiche. Questo vale anche per gruppi che si riconoscono in idee anarchiche, a condizione che le loro attività siano pacifiche e non violente. Un circolo può essere costituito, ad esempio, come associazione culturale, con uno statuto e finalità dichiarate. In questo contesto, può organizzare incontri, dibattiti, eventi e attività di aggregazione. Esattamente quello che avviene a Foligno, dove l’affitto viene pagato e il gruppo si mantiene, almeno apparentemente, nel limiti della legalità. 

L'inchiesta sui membri del circolo

Nel marzo del 2023, quattro anarchici di Foligno e Spoleto finirono al centro di un’indagine della Procura di Roma per possesso di esplosivi, danneggiamenti e minacce, anche in questo caso nell’ambito delle proteste contro il regime carcerario di Cospito. Il canale Telegram del gruppo La Faglia conta ben 600 iscritti, una rete di simpatizzanti che va ben oltre i confini umbri e che si estende in tutta Italia. 

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