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L’avvocata di Stasi: “Restiamo prudenti ma subito al lavoro sulla revisione. Un dovere verso Alberto”

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Giada Bocellari e Alberto Stasi

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Pavia, 23 aprile 2026 – “Restiamo prudenti. Da mesi ripeto che per la revisione dobbiamo aspettare la chiusura delle indagini della Procura di Pavia. E lo confermo anche ora. Indipendentemente da quelle che saranno le decisioni della Procura Generale di Milano: se la richiesta non dovesse partire da lì, la faremo comunque noi”. L’avvocata Giada Bocellari, che col collega Antonio De Rensis difende Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007, non cambia né toni né strategia dopo l’incontro di venerdì mattina in Procura Generale a Milano del procuratore di Pavia Fabio Napoleone.

Come subito confermato dalla procuratrice generale Francesca Nanni, un incontro per anticipare la trasmissione dell’informativa sulle indagini concluse, a carico dell’indagato Andrea Sempio, ma che avrebbero fatto emergere prove a discarico per il già condannato Stasi. Una serie di elementi “nuovi” rispetto alla sentenza di condanna che sarebbe dunque messa in discussione, indipendentemente dal parallelo procedimento a carico di Sempio. Consulenze che “riscrivono” la dinamica del delitto, modificano la durata e l’orario dell’aggressione, non collocabile nei soli 23 minuti di vuoto nell’alibi del condannato. E individuano tracce sulla scena, come la suola compatibile con le scarpe dello Stasi “scopritore” e non dell’assassino.

Ma anche nuove analisi dei dati grezzi dei Dna già esaminati nei precedenti processi, non solo le tracce sulle unghie della vittima, pure quelli stranamente coincidenti sul cucchiaino e sui pedali della bicicletta.

“Dobbiamo attendere la chiusura della indagini – spiega l’avvocata Bocellari – per poter finalmente accedere a tutti gli atti. Concordo con quanto dichiarato dalla procuratrice generale di Milano: ci vorranno mesi per studiare tutto. Noi ci metteremo subito al lavoro per incardinare la revisione, perché c’è una detenzione in corso: ho il dovere di farla nell’interesse del mio assistito”.

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C’è infatti la possibilità che nella valutazione della Procura Generale di Milano gli elementi emersi non convincano ad avanzare la revisione. “Ho il massimo rispetto per le valutazioni della Procura Generale, che può decidere di fare quello che ritiene. Saremmo ben felici se la revisione la facessero loro. Se non la faranno, la faremo noi” conclude l’avvocata.

In caso di revisione, c’è anche la possibilità di sospensione dell’esecuzione della condanna in corso. “No, a questo ci opporremmo – anticipa la legale di Stasi – perché in caso di esito negativo, magari dopo due o tre anni, le ripercussioni sarebbero inimmaginabili”. Comunque per Stasi la fine pena arriverà prima dell’esito della revisione.

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