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Ronzulli: “Resa dei conti dentro FI? Normali aggiustamenti. Torniamo ad ascoltare la gente oppure diventiamo irrilevanti”

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Articolo: Terremoto anche in Forza Italia: Gasparri si dimette da capogruppo. Al suo posto Stefania Craxi. Il plauso di Marina Berlusconi

Articolo: Stefania Craxi, la svolta politica nel segno del padre. Forza Italia sceglie una figura di sintesi tra storia ed Europa

Roma – “Normali aggiustamenti”. Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, Forza Italia, legge così l’avvicendamento a Palazzo Madama tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi che pure è apparso turbolento.

Senatrice, dunque nessuna resa dei conti?

"Solo normali aggiustamenti che appartengono alla vita dei partiti. Dobbiamo avere la capacità di capire e interpretare le richieste dei nostri elettori. Non si può pensare di ottenere risultati diversi facendo sempre la stessa cosa, bisogna sapersi adattare ai contesti che mutano, anche cambiando interpreti. È già successo in passato”.

Vanno lette così le dimissioni di Gasparri?

"L’avvicendamento rientra in un normale processo di riflessione politica ad un anno dalle elezioni. Ci prepariamo a una stagione programmatica per rispondere alle tante domande che i cittadini ci pongono a fronte della crisi internazionale ed economica. Serve compattezza e servono energie rinnovate”.

Lei che futuro vede per Forza Italia?

"Siamo al governo stabilmente. Ma non basta esserci: bisogna pesare. E si pesa solo se si è credibili dentro e fuori dai palazzi. O torniamo ad ascoltare la gente, oppure diventiamo irrilevanti. E la gente non ci chiede quando faremo il prossimo congresso: ci chiede come abbassare il prezzo della spesa, dell’energia, come arrivare a fine mese...”.

Si registra un crescente ruolo della famiglia Berlusconi nelle scelte del partito.

"Le sollecitazioni di Marina Berlusconi ci chiedono da tempo uno sforzo per un rinnovamento della nostra proposta politica. Segue e supporta la nostra attività costantemente ma lasciandoci la piena libertà di azione”.

Sullo sfondo c’è ancora il referendum. Avete perso voti al Sud: responsabilità vostre o voto di protesta?

“Entrambe. Le opposizioni con la Cgil e una parte dell’Anm, hanno fatto una campagna aggressiva e piena di fake news. Noi abbiamo fatto il doppio dello sforzo per smentire le menzogne ed entrare nel merito. Ma i numeri ci impongono di fare riflessioni su ciò che non ha funzionato".

Ecco: cosa non ha funzionato?

"Troppe variabili esogene. La guerra. Il sentimento anti americano. La benzina troppo cara”.

Le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanché erano dovute?

"Sono garantista, sempre. Ci sono circostanze però dove deve prevalere l’opportunità politica nell’interesse superiore del lavoro del governo e della nazione”.

Dopo il No, la riforma della giustizia è finita?

"Anche senza la riforma costituzionale, ci sono ancora tanti tasselli su cui possiamo lavorare per migliorare una giustizia poco efficiente”.

E il governo è a rischio?

"No. E chi lo racconta spera in qualcosa che non accadrà”.

La coalizione invece…

"È solida. E soprattutto ha le idee chiare: economia, sicurezza, sanità e infrastrutture sono i quattro pilastri. Gli italiani ci chiedono questo. E su questo il governo sta lavorando ogni giorno, per abbassare il costo della vita e difendere famiglie e imprese, nonostante una crisi internazionale pesantissima”.

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