Giobbe Covatta: “Sono tra gli autori più letti del ’900, giuro. Tornare in politica? Manco morto. Niente social: sono un orso”
Giobbe Covatta (pseudonimo di Gianni Covatta) l’11 giugno compirà 70 anni: nato a Taranto, è napoletano di adozione
Articolo: Il traduttore di Philip Roth: “Tra le contorsioni di Operazione Shylock, come un Houdini della parola. Il Signore degli Anelli? Sui social volevano farmi la pelle”
Roma – Giobbe Covatta, attore, comico, autore di bestsellers, annoverato tra gli autori più importanti del ’900, ma ci arriveremo nel corso dell’intervista.
Nel frattempo chiedendo agli aquilani con quale intellettuale avremmo potuto parlare della Capitale della Cultura 2026, più volte è uscito il suo nome, siamo rimasti tutti stupiti.
Se la citano un legame ci sarà.
“Dal teatro dell’Aquila sono stato prodotto per diversi anni. Quando nel 2009 c’è stato il terremoto ho sentito dentro un moto di solidarietà, perché l’Aquila è un posto che avevo imparato a sentire un po’ casa. Quindi con il teatro abbiamo fatto un po’ di cose, abbiamo cercato di non far spegnere i riflettori, e non dimenticare chi non c’è più”.
Il suo primo ricordo aquilano?
“Avevo uno spettacolo, era agosto, ero vestito come ci si veste ad agosto: maglietta, pantaloni corti... Scendo dalla macchina: ci stavano due gradi! Il mio primo ricordo all’Aquila sono io che corro all’Upim a comprare un cappotto”.
C’è tornato di recente?
“Spesso. La città sta rinascendo, ma con una lentezza esasperante, se si considera che sono passati 17 anni. Molti di quelli che speravano di rientrare nelle case sono morti nell’attesa. E fa ancora più tristezza se si pensa che L’Aquila era e rimane una città bellissima”.
Ora invece è a Macerata.
Porta in scena ’Scoop-donna........
