Dall’eredità familiare alla sfida della crescita: Paolo Clerici racconta il futuro del suo gruppo
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Paolo Clerici non parla da imprenditore “di passaggio”, ma da erede consapevole di una storia industriale che parte da lontano e che oggi si misura con tre grandi fronti: la dimensione, l’innovazione e la capacità di restare flessibili.
Nell’intervista concessa a “Money Vibez Stories”, il presidente dell’omonimo gruppo ripercorre l’evoluzione di un’impresa familiare diventata una realtà strutturata, radicata nella distribuzione di prodotti idrotermosanitari e arredobagno, con una rete estesa di punti vendita e una presenza importante nel Centro-Nord Italia.
Il suo racconto è, prima di tutto, la storia di una continuità. Clerici appartiene alla terza generazione e rivendica senza enfasi il valore di una crescita costruita nel tempo, attraverso scelte prudenziali ma decisive: patrimonializzazione, investimenti, organizzazione e capacità di resistere anche nei cicli negativi. Una formula che, nella sua lettura, ha consentito all’azienda di attraversare fasi economiche molto diverse senza perdere solidità.
L’eredità di famiglia
Nel racconto di Clerici, il punto di partenza è il nonno, che nel dopoguerra si stabilì a Brescia e intuì con grande anticipo che, nel commercio, non bastava avere un buon prodotto: bisognava saperlo distribuire, organizzare e rendere disponibile quando il mercato lo chiedeva. Da lì nacque il primo magazzino, poi la progressiva strutturazione dell’attività, fino al passaggio di testimone al padre e quindi a lui stesso.
La dimensione familiare non viene presentata come un limite, ma come un elemento di responsabilità. Clerici ricorda che il passaggio generazionale non fu un fatto automatico, ma quasi un destino industriale: “l’azienda di famiglia era quella che doveva andare avanti”, spiega, raccontando anche di aver avuto inizialmente altre passioni. Il risultato è un’impresa in cui oggi convivono più generazioni, con ruoli diversi e senza sovrapposizioni operative, un dettaglio che per l’imprenditore è tutt’altro che secondario.
Una famiglia, tre destini
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda la gestione dei rapporti familiari dentro e fuori l’azienda. Clerici parla con naturalezza del fatto che il figlio è già entrato in impresa e........
