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Sulla tomba di Liliana Resinovich le preghiere della famiglia. Gabriella Micheli: “Chi le ha fatto del male si costituisca”

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21.04.2026

Una foto tratta dal profilo Facebook di Liliana Resinovich, 63 anni, trovata morta in un parco di Trieste il 5 gennaio 2022

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Trieste, 21 aprile 2026 – Oggi Liliana Resinovich sarà seppellita nella sua Trieste per la seconda volta.  Un desiderio del fratello Sergio che ha chiesto e ottenuto dalla procura il nulla osta al funerale. I resti di Lilly –scomparsa la mattina del 14 dicembre 2021 e ritrovata cadavere nel pomeriggio del 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex manicomio – erano stati riesumati a febbraio 2024 per la seconda autopsia, svolta a »Milano dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo.

Gabriella Micheli, all’epoca vicina di casa della vittima, è tra chi ha scelto di essere presente alla cerimonia. L’abbiamo raggiunta al telefono.

Signora Miceli, oggi è una giornata particolare.

"Questa è la giornata di Liliana, finalmente la possiamo seppellire come si merita. Sergio ha cercato in tutti i modi di evitare spettacolarizzazioni. Perché sentiamo proprio la necessità di stare insieme. Voglio ricordare la mia amica come l’ho vista il 13 dicembre 2021, nel cortile di casa, in via Verrocchio. Non ho mai accettato questa morte così violenta, non mi sono mai fatta una ragione di come sia potuto accadere tanto male a una persona come me, una pensionata che è uscita di casa e non è mai più tornata”.

Quando l’ha vista l’ultima volta?

"L’ho incontrata la mattina del 13 dicembre 2021, il giorno prima della sua scomparsa, nel cortile del palazzo. Ci siamo salutate, le ho chiesto la marca di una crema. Era tranquilla. Nel pomeriggio mi è arrivato il suo messaggio con quell’informazione”.

Il cadavere è stato trovato nel boschetto dell’ex manicomio, era il pomeriggio del 5 gennaio 2022, tre settimane dopo quella scena.

"Continuo ad avere davanti agli occhi l’immagine di lei chiusa in due sacchi dell’immondizia, buttata come spazzatura in un boschetto che è un orinatoio. Purtroppo non riesco a dimenticarla”.

Liliana neanche questa volta non sarà seppellita accanto alla madre Maria, come avrebbe desiderato.

"Perché la procura ha richiesto una bara di zinco, i resti devono rimanere a disposizione se ci sarà bisogno di fare ulteriori accertamenti. Ma speriamo che questa volta sia l’ultima”.

Sono passati quasi 5 anni. La morte di Lilly, persona così riservata, è diventata un caso mediatico nazionale.

"In tutto questo tempo quello che mi ha fatto sempre soffrire è che Liliana sia stata insultata, denigrata, sminuita. Si parla sempre troppo poco della vittima. Chi non la conosceva ha espresso giudizi allucinanti. Liliana era una persona perbene che ha lavorato per tutta la vita”.

Lei la mattina del 14 dicembre 2021 è uscita di casa dopo dopo Lilly. Si è chiesta come sarebbe cambiata la storia se vi foste incontrate?

"Non voglio parlare del caso perché oggi è solo il giorno di Liliana. Ma sì, ci ho pensato e mi sono detta che quel giorno sarebbe rimasta viva. Ma poi?”.

Invece nel vostro ultimo incontro, il 13 dicembre, le era parsa tranquilla.

"Sì, nulla di strano. Era già in auto ma è scesa perché ha sentito abbaiare la nostra cagnolina Virgie, la adorava. Mi è venuta incontro, ci siamo salutate, il marito era rientrato un attimo in casa. Le ho chiesto la marca di una crema che mi aveva chiesto di comprarle su Internet”.

Cosa si aspetta dalle indagini?

"Ho molta fiducia nella Procura, si vede che si sono messi d’impegno. Mi auguro che le persone che hanno fatto del male a Lilly abbiamo un rigurgito di coscienza, di umanità. Spero che si costituiscano. Noi continuiamo a chiedere giustizia e verità”.

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