Alzheimer, per chi sono studiati i nuovi farmaci monoclonali. Bozzali (Sindem): “Cosa devono sapere le famiglie” /
In Italia (fonte Istat 2024) esistono 13mila strutture residenziali con un'offerta di 430mila posti letto e 385mila ospiti accolti. Non tutte però sono adatte ad ospitare i malati di demenza
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Torino, 2 maggio 2026 - Perché le demenze colpiscono soprattutto le donne?
“La risposta a questa domanda non c’è. Sicuramente l’aspettativa di vita delle donne è più lunga rispetto a quella degli uomini ed essendo l’invecchiamento il primo fattore di rischio di Alzheimer, anche per questo l’incidenza è maggiore. Ma una risposta reale ancora non esiste. C’è tutta una ricerca sottostante per comprendere se alcuni fattori, legati ad esempio al setting ormonale, possano influire”.
Marco Bozzali, professore di Neurologia al Dipartimento di Neuroscienze Rita Levi Montalcini di Torino e presidente Sindem (Società italiana neurologia delle demenze), è tra gli scienziati che il 22 aprile sono stati ascoltati dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco deve prendere una decisione sugli ultimi farmaci monoclonali per lo stadio iniziale dell’Alzheimer. C’è da stabilire una cosa non di poco conto per le famiglie, che si trovano a far fronte a spese folli: quelle medicine saranno rimborsabili? Per ora il punto interrogativo resta.
Professore, qual è il messaggio corretto da dare alle famiglie?
“Il messaggio corretto da dare in questo momento è che sono stati approvati due farmaci in grado di modificare il decorso della malattia, cosa diversa dalla terapia sintomatica. Gli Stati........
