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“Cuba al collasso senza cibo e petrolio. L’americanizzazione? Sarà indolore. Il ‘granchio’ Raul Castro jr l’affarista traghettatore”

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Un supermarket a l'Avana, Cuba, il 27 marzo 2026

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Scrittore, saggista, editore (Il Foglio Letterario con sede a Piombino), traduttore di alcuni dei più importanti autori cubani contemporanei (Guillermo Cabrera Infante, Zoé Valdés, Virgilio Pinera, Nicolas Guillén, Felix Luis Viera...), Gordiano Lupi è egli stesso autore di opere emblematiche su Cuba (“Cuba magica”, “Un’isola a passo di son”, “Almeno il pane Fidel”, “Nero tropicale”, “L’Avana amore mio”...), isola nella quale si è sposato e il cui sogno ha vissuto come collaboratore di Yoani Sanchez, la blogger dalla quale si è sentito tradito quando non è stata più molto chiara la sua posizione. Quello di Lupi rimane un osservatorio privilegiato su Cuba confrontandosi quotidianamente con intellettuali e cittadini. Lo abbiamo intervistato.

Gordiano, Trump sostiene che “dopo l’Iran toccherà a Cuba”: come avverrà secondo lei questa americanizzazione dell’Isla Grande?

“Credo in modo indolore, senza invasioni e uso di armi; sarà un’americanizzazione consensuale, concordata con elementi del potere vicini (in tutti i sensi) a Marco Rubio e all’entourage di Trump”.

Qual è la situazione attuale a L’Avana e su tutta l’isola?

“La situazione è al collasso. Manca il petrolio e mancano i generi alimentari. Pur avendo denaro, che viene dalle rimesse dei parenti all’estero, resta difficile poter campare. Le strade sono colme d’immondizia. I trasporti sono paralizzati. Il turismo è in crisi”.

I blackout sono ormai una questione quasi giornaliera: Cina e Russia riusciranno a fornire l’energia necessaria per farli terminare?

“L’apagon dura persino alcuni giorni in certe località periferiche e gli alberghi meno frequentati hanno deciso di chiudere i battenti, trasferendo i turisti nelle località più attrezzate. Cina e Russia cercheranno soluzioni temporanee, in attesa delle trattative tra Trump e gli uomini del potere cubano designati”.

Cina e Russia cercheranno soluzioni temporanee, in attesa delle trattative tra Trump e gli uomini del potere cubano

Quanto pesa sulla situazione cubana la semi caduta del Venezuela?

“A livello di mancanza di petrolio ha un peso determinante. Inoltre è venuto a mancare un alleato importante anche da un punto di vista ideologico”.

Chi è e come agisce Raul Guillermo Rodriguez Castro, il rampante nipote di Raul Castro?

“Servirebbe un libro. El Cangrejo, il granchio, così come viene chiamato per via di una piccola anomalia fisica, non è un uomo politico ma un abile affarista. Ha saputo ritagliarsi uno spazio di potere nel governo cubano. Credo che sarà lui a traghettare Cuba verso la fine dell’indipendenza”.

Sarà El Cangrejo a traghettare Cuba verso la fine dell’indipendenza

Qual è il ruolo del presidente Miguel Diaz-Canel? Ha il potere dalla sua o è una pedina nelle mani del Cangrejo?

"Diaz-Canel, a mio parere, sarà l’agnello sacrificale sull’altare dell’imperialismo nordamericano”.

Qual è invece il ruolo degli esuli di Miami: hanno tentato loro il colpo di mano con il mancato sbarco di qualche settimana fa? Che cosa voleva essere: una dimostrazione o il prologo a una vera invasione?

"Il tentato sbarco di qualche settimana fa è stato messo in piedi dall’ala più oltranzista dei cubani di Miami. La maggior parte degli esuli che vivono in Florida, invece, è ben rappresentata da Marco Rubio che se la intende molto con El Cangrejo. Tutto andrà secondo le loro aspettative”.

Lei che è un profondo conoscitore dell’isola, pensa che possa ancora risollevarsi con le proprie gambe o dovrà per forza cedere ai “ricatti” di Trump e di Rubio?

“Non potrà mai risollevarsi con le proprie forze. Cuba è arrivata al capolinea della sua esperienza di governo indipendente e si appresta a diventare un protettorato nordamericano”.

La base del regime comunista fra la popolazione è ancora solida o si sta sfaldando?

"Di cosa stiamo parlando? Il termine comunista non si addice al regime che detiene il potere. La popolazione vede così di cattivo occhio il Partito da desiderare persino l’arrivo di Trump”.

Non teme che L’Avana possa tornare quella ai tempi di Fulgencio Batista e finire per essere una Las Vegas ai Caraibi?

"Un mio amico scrittore, Alejandro Torreguitart Ruiz, scrive: ‘Un tempo Cuba era il bordello dei Caraibi, adesso è il bordello del mondo. Non abbiamo fatto un grande progresso’”.

Esiste ancora uno spirito cubano e se sì come viene dimostrato?

"Lo spirito cubano esiste nella vita quotidiana, ma non ha niente a che vedere con la politica. Cuba si è spopolata, i giovani sono scappati, chi è rimasto sull’isola pensa solo a sopravvivere...”.

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