Trump ora pretende l’ “accesso totale” al petrolio del Venezuela: “Controlliamo noi Caracas”. Il retroscena: “Non vuole Machado perché ha accettato il Nobel”. Maduro oggi davanti al giudice
New York, 5 gennaio 2026 – Il presidente venezuelano Nicolàs Maduro, catturato sabato a Caracas dalle forze speciali americane, è arrivato alle 18 (le 12 locali) davanti al giudice di New York, il 92enne ebreo ultraortodosso Alvin Hellerstein, per l’incriminazione formale. Maduro ha dichiarato “Sono innocente e sono ancora il presidente del mio Paese”. Anche la moglie si è dichiarata “Non colpevole”. Pochi minuti per la formalizzazione delle accuse e poi la nuova udienza è stata fissata il 17 marzo. Le telecamere dei media americani lo hanno immortalato mentre scendeva da un elicottero a Manhattan, ammanettato e con la tuta da carcerato, prima di essere trasferito in tribunale. Dietro di lui la moglie Cilia Flores. Maduro dovrà rispondere dell'accusa di cospirazione per narcoterrorismo, importazione di cocaina, possesso di armi automatiche e dispositivi esplosivi.
Intanto Donald Trump rivendica l’operazione militare in Venezuela in nome della lotta ai narcos e afferma che il controllo del Paese è tutto in mano americana. Da Delcy Rodriguez, vice di Maduro e ora presidente ad interim, Trump pretende “accesso totale” alle risorse del Paese. Petrolio dunque, ma anche infrastrutture. E minaccia di riservare lo stesso trattamento a Messico, Colombia e Cuba. Ma le ambizioni del tycoon non si fermano ai Caraibi. Trump rilancia le mire sulla Groenlandia: “Ci serve per motivi di sicurezza nazionale”. E per l'Iran ci sarà un "colpo durissimo" se Teheran ucciderà i manifestanti.
Migliaia di persone hanno manifestato oggi a Caracas chiedendo la liberazione di Nicolas Maduro. Organizzata su richiesta del governo, la manifestazione si è svolta in concomitanza con l'insediamento della presidente ad interim Delcy Rodríguez e mentre Maduro si dichiarava non colpevole in un tribunale statunitense. I manifestanti gridavano: "Maduro, resisti, il Venezuela si sta ribellando!". Alcuni mostravano giocattoli raffiguranti Nicolas Maduro e Cilia Flores, la first lady, anch'essa portata negli Stati Uniti durante l'operazione di sabato. "Trump-Marco Rubio, maledetti assassini e rapitori. Dov'è la vera giustizia negli Stati Uniti?", si leggeva su un cartello.
Sul palco, uno degli organizzatori ha ripetuto quello che Maduro ha dichiarato in tribunale a New York: "Non sono colpevole, sono un uomo onesto, rimango il presidente del Venezuela". Nicolas Maduro Guerra, figlio del presidente deposto, si è unito ai manifestanti dopo l'insediamento di Delcy Rodriguez. Ha affermato di aver avuto una "comunicazione indiretta" con suo padre, ma di non aver potuto "dirgli altro".
"Sono qui con dolore per il rapimento di due eroi tenuti in ostaggio negli Stati Uniti. Ho anche l'onore di prestare giuramento a nome di tutti i venezuelani", ha dichiarato Delcy Rodriguez dopo aver giurato davanti al Parlamento come presidente ad interim del Venezuela. Sabato la Corte Suprema le ha ordinato di assumere le funzioni di capo dello Stato per novanta giorni, rinnovabili, e l'esercito le ha offerto il suo sostegno il giorno successivo. Rodriguez ha prestato giuramento alla presenza di suo fratello, Jorge Rodríguez, rieletto sempre oggi presidente dell'Assemblea Nazionale, e del figlio del capo dello Stato deposto, Nicolas Maduro Guerra, soprannominato "Nicolasito" ("Piccolo Nicolas"), anche lui deputato rieletto, che ha portato la Costituzione.
"Il Venezuela non chiede né privilegi né concessioni, esige rispetto. La nostra aspirazione alla pace non è né debolezza né resa, è una decisione sovrana. Vogliamo relazioni internazionali con tutti, basate sull'uguaglianza, sul rispetto reciproco e sulla cooperazione, senza minacce e senza interferenze", ha aggiunto Delcy Rodriguez.
"Esamineremo e contesteremo le prove in possesso del governo. Sebbene ci piacerebbe presentare ora la nostra versione dei fatti, aspetteremo di farlo in tribunale al momento opportuno". Lo hanno detto i legali della moglie di Nicolas Maduro a Cbs, sottolineando che Cilia Flores è di "buon umore" ed è "consapevole che la strada è lunga e si sente pronta ad affrontarla".
Migliaia di sostenitori del governo venezuelano di Nicolás Maduro sono scesi in piazza oggi a Caracas chiedendo il rilascio del loro leader attualmente detenuto a New York dopo il clamoroso raid delle forze speciali Usa. I manifestanti, secondo quanto mostra la televisione pubblica Vtv, si sono radunati fuori dal Parlamento mentre prestava giuramento la vice di Maduro, adesso ufficialmente presidente ad interim, Delcy Rodriguez. In un comizio che si teneva di fronte al palazzo dell'Assemblea Nazionale il deputato Nicolás Maduro Guerra, figlio primogenito di Maduro, ha denunciato "il massacro" compiuto dagli Usa per sequestrare suo padre. "Non è un narcotrafficante, è un presidente prigioniero di guerra ed è innocente", ha detto 'Nicolasito', che è tornato a invocare l'unità dei venezuelani e il sostegno ai vertici del governo, in particolare a Delcy Rodriguez, a suo fratello Jorge, presidente dell'Assemblea Nazionale, e al ministro dell'Interno, Diosdado Cabello. Secondo dati del governo di Cuba, sarebbero 32 i membri delle forze di sicurezza de L'Avana rimasti uccisi a Caracas durante il raid Usa mentre svolgevano funzioni di guardia di sicurezza di Maduro. Caracas non ha informato su eventuali vittime militari tra le fila venezuelane ma esperti stimano almeno 80 morti in totale come conseguenza del raid.
L'amministrazione Trump informerà nelle prossime ore i leader del Congresso sull'attacco in Venezuela. Il briefing riservato è per i leader di Camera e Senato e per i presidenti di alcune commissioni. La Casa Bianca non ha informato il Congresso prima dell'attacco, scatenando polemiche. Donald Trump ha ripetuto più volte di di non averlo fatto per il timore di una fuga di notizie.
La prossima udienza per Nicolas Maduro è fissata per il 17 marzo. Lo ha deciso il giudice Alvin Hellerstein. Lo riportano i media americani.
Gli Stati Uniti si stanno preparando all'eventualità che il presidente Donald Trump decida di riaprire l'ambasciata statunitense a Caracas, dopo che ha detto di valutare questa ipotesi. Lo riportano alcuni media Usa.
"Un presidente che è stato rapito" e "un prigioniero di guerra": Nicolas Maduro, capo di Stato del Venezuela sequestrato in un blitz condotto da forze speciali degli Stati Uniti, si è definito così durante l'udienza in un tribunale di New York. Nei suoi confronti l'accusa di narco-traffico, formulata dalla procuratrice generale........
