Crisi Iran Usa, “progressi” nei colloqui. Ma Trump invia altri 50 caccia e Khamenei minaccia di affondare la USS G. Ford
Roma, 17 febbraio 2026 - Continua la tensione tra Usa e Iran e, se da una parte c'è speranza per i "negoziati indiretti" tenutisi oggi a Ginevra tra due delegazioni, incontro che avrebbero registrato "buoni progressi nell'individuare obiettivi comuni" e "rispetto a questioni tecniche rilevanti", dall'altra c'è il linguaggio delle armi e dell'intimidazione, che Trump continua a usare minacciando un attacco, come "conseguenze di un mancato accordo".
Trump invia altri 50 caccia in Medio Oriente
Intanto la forza militare Usa nella regione aumenta sempre più: altri 50 caccia Usa inviati in Medio Oriente, di cui jet F-35, F-22 e F-16 nelle sole ultime 24 ore, fa sapere Axos. Caccia che si aggiungono a ben diciotto F-35a Lightning II, nei giorni scorsi e alle due portaerei, la Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, e la Uss Abraham Lincoln, già in zona da settimane.
Araghchi: “Non vogliamo armi nucleari. basta minacce”
Secondo il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, che oggi ha mediato i negoziati, i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran a Ginevra si sono conclusi con "buoni progressi". "Insieme abbiamo compiuto seri sforzi per definire una serie di principi guida per un accordo finale", ha poi spiegato. Ma ha avvertito: "C'è ancora molto lavoro da fare". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato l'intesa sui principi, ribadendo che Teheran non vuole armi nucleari: "Le armi nucleari rappresentano la maggiore minaccia per l'umanità. L'Iran ha sempre seguito un percorso pacifico di sviluppo dell'energia nucleare. L'Iran non vuole dotarsi di armi nucleari". Poi ha invitato anche la Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, a svolgere un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti, e Washington a "cessare immediatamente e incondizionatamente" a minacciare dell'uso della forza contro l'Iran.
Khamenei: “Portaerei Usa? Può essere affondata”
La Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, che ha dato l'ok ai colloqui indiretti, mentre erano in corso ha lanciato una minaccia contro la portaerei americana nel Golfo, che potrebbe essere affondata. "Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l'Iran. Benissimo. Una portaerei è certamente un mezzo pericoloso. Ma più pericolosa della portaerei è l'arma che può farla affondare". Quindi la Guida suprema ha avvertito del rischio che gli Usa puntino a privare l'Iran dell'energia nucleare. "Gli americani dicono: 'Negoziamo sulla vostra energia nucleare, e il risultato della negoziazione dovrebbe essere che non avrete questa energia!'. Se così è, non c'è spazio per la negoziazione; ma se i negoziati devono davvero aver luogo, determinarne l'esito in anticipo è un atto sbagliato e sciocco".
“Pasdaran pronti a chiudere lo stretto di Hormuz”
E sempre durante i colloqui di Ginevra il comandante dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, ha affermato che le Guardie della rivoluzione sono pronte "a chiudere lo Stretto di Hormuz in qualsiasi momento" se le autorità della Repubblica islamica darà l'ordine. Tangsiri sta supervisionando la vasta esercitazione navale nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico dell'Iran.
Media: “Iran pronto a stop arricchimento dell’uranio”
Ma qualcosa di nuovo all’orizzonte c'è, infatti è trapelato che l'Iran potrebbe interrompere l'arricchimento dell'uranio e trasferire parte delle scorte sopravvissute alla Russia, ha sostenuto il Wall Street Journal, citando diplomatici statunitensi e iraniani. L'interruzione di arricchimento secondo funzionari iraniani potrebbe essere di un massimo di tre anni.
Teheran: “Accordi solo se via le sanzioni”
Inoltre Teheran non stringerà accordi sul nucleare con Washington se non saranno revocate le sanzioni statunitensi. "La revoca delle sanzioni è parte integrante di qualsiasi accordo sulla questione nucleare", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Emsaeil Baqaei in tv.
