Globalizzazione di vincitori e vinti: Il mondo aperto si arricchisce, l’Occidente diventa fragile e si lacera
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La globalizzazione ha avuto due volti, entrambi reali. Da una parte è stata la più straordinaria macchina di crescita e di convergenza che il mondo abbia conosciuto negli ultimi decenni: ha aperto mercati, messo in comunicazione economie lontane, accelerato scambi, investimenti, circolazione di tecnologie e, soprattutto, ha sottratto alla povertà centinaia di milioni di persone. Dall’altra, ha scavato dentro le società occidentali una frattura sempre più profonda, meno appariscente all’inizio, ma politicamente devastante nel lungo periodo. Ha ridotto le distanze fra i Paesi e aumentato, in molti casi, quelle dentro i Paesi.
È il paradosso che la Terza via non ha saputo governare. Il mondo, nel suo insieme, si è arricchito, ma una parte dell’Occidente ha cominciato a sentirsi impoverita o, meglio, declassata, esposta, sostituibile. Non è la stessa cosa. Il risentimento politico raramente nasce dalla miseria assoluta: più spesso dalla perdita relativa di status, dalla sensazione che il proprio posto nel mondo si restringa mentre altri avanzano, e che questo avanzare venga perfino celebrato come inevitabile progresso.
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Branko Milanovic e Christoph Lakner hanno........
