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Casini: “Bossi era un barbaro buono. Antifascista assoluto che stava con la destra. E non è mai stato razzista”

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21.03.2026

Umberto Bossi, Rocco Buttiglione, Silvio Berlusconi, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini

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Roma – Presidente Pier Ferdinando Casini, chi era Umberto Bossi?

"Un barbaro, un burbero, un buono”.

Partiamo dal barbaro. 

"A volte usava contenuti antimeridionali, anti-immigrati, ma non è mai stato un razzista. Proclamava il separatismo, la secessione, ma intanto stava allestendo il tavolo per costruire il federalismo. Collaborava con la destra, ma era un antifascista assoluto. Mangiava un comunista a pranzo e a cena, ma poi faceva gli accordi con D’Alema e anche con Bersani”.

"Bossi era un uomo complesso che ha amato la politica e ne ha anche pagato lo scotto”.

Era davvero un antimeridionalista come voleva far credere?

"Era antimeridionalista col cuore e con la testa, col cuore e con la parola. Però poi alla fine era un grande sostenitore di Mastella, ministro del lavoro. Per cui, voglio dire, un uomo strano, singolare”.

"Un grande leader, carisma da vendere, un uomo che ha forgiato una generazione”.

La Lega di oggi è antitetica a quella di Bossi.

"Ma alcuni dei migliori della Lega di oggi, penso a Zaia e Fedriga, sono i prodotti di Bossi. Sono quelli che a Bossi sono venuti bene”.

Con Berlusconi che rapporto aveva Umberto Bossi?

"Era un rapporto complesso, di odio e amore. Berlusconi lo invitò in Sardegna per normalizzarlo, lui ci andò in canottiera, che era il modo per dar più fastidio a Berlusconi possibile”.

Con Berlusconi odio e amore. Berlusconi lo invitò in Sardegna per normalizzarlo, lui ci andò in canottiera, che era il modo per dargli più fastidio possibile

Ma alla fine il Cavaliere voleva bene all’Umberto?

"Credo che nel tempo, sì. E negli ultimi anni, quando Bossi ha avuto il declino fisico, Berlusconi per Bossi mostrava anche una grande tenerezza, che era reciproca. Quando si passa dall’esercizio del potere in massima forma fisica alla debolezza, alla fragilità personale, si acquisisce anche uno spessore umano che è diverso”.

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Il loro rapporto politico?

"Devo dire che il passaggio di Bossi dal secessionismo al federalismo sicuramente è un merito di Berlusconi. È forse il merito storico più forte che ha Berlusconi. Aver trasformato una forza potenzialmente catalana in una forza di governo, con personalità come Maroni, Giorgetti, Calderoli, che poi sono state persone molto ragionevoli”.

Bossi ha interpretato un’epoca, l’ha anticipata…

"È stato il demolitore della Prima Repubblica. Bossi sta alla Prima Repubblica come Grillo sta alla Seconda”.

Bossi sta alla Prima Repubblica come Grillo sta alla Seconda

"Infatti c’è una grande differenza: a differenza di Grillo, Bossi è stato anche un uomo capace di costruire… Bossi proclamava il secessionismo, ma poi costruiva il federalismo”.

Si è favoleggiato molto del rapporto tra Bossi e D’Alema.

"Era un rapporto reale, molto anche dovuto all’idea che la sinistra ha sempre avuto di provare a staccare Bossi da Berlusconi”.

Bossi era davvero una costola della sinistra, come disse il lìder maximo?

"Era un antisinistra che veniva un po’ affascinato dalla sinistra. E questo è valso anche per Bersani, con cui aveva un rapporto umano buonissimo”.

Era un antisinistra che veniva un po’ affascinato dalla sinistra

In molti hanno sottolineato l’antifascismo di Bossi.

"Era un sentimento accentuato, forte, radicato. Bossi era convinto che l’antifascismo fosse un elemento costitutivo essenziale della Repubblica, come d’altra parte penso anch’io. Non ci scordiamo che ai tempi di Bossi, la destra era Alleanza Nazionale non la Lega”.

Crede che Bossi si sarebbe messo in casa Vannacci?

Qual è il lascito politico di Bossi alla Lega?

"Alla Lega ha lasciato tutto. Salvini, con molta lealtà, è stato il primo a dire che senza Bossi non ci sarebbe stato nessuno di loro, ed è così”.

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E lei, presidente Casini, che rapporto personale era riuscito a costruire con Bossi?

"Mi definiva il caruine dell’oratorio, il carognino, anche se io francamente non ho mai molto frequentato gli oratori”.

Quando l’ha visto l’ultima volta?

"Nel 2022, durante l’elezione del Presidente della Repubblica, abbiamo avuto uno scambio di grandissima umanità e affetto. Alla fine, a modo suo, gli volevo bene”.

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