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L’omicidio di Niko, Bellini resta in cella e si difende: "È stato un incidente, non volevo ucciderlo"

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24.04.2026

"E’ stato un incidente, non volevo ucciderlo". Questo ha detto Emanuele Bellini in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto per l’omicidio di Niko Tacconi

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Ascoli, 24 aprile 2026 – "E’ stato un incidente, non volevo ucciderlo". Questo ha detto ieri Emanuele Bellini in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto per l’omicidio di Niko Tacconi, 34enne ucciso domenica, in via Pergolesi A di Borgo Solestà, nell’appartamento dell’imputato. Bellini è comparso in videocollegamento dal carcere di Marino dove è detenuto. Davanti ad uno schermo, nel tribunale di Ascoli c’era il giudice delle udienze preliminari Simona D’Ottavi che ha posto domande all’indagato, con l’obiettivo di ricostruire quanto avvenuto domenica sera nella palazzina di case popolari, teatro della tragedia. Dopo alcune ore dal termine dell’udienza il giudice D’Ottavi ha sciolto la riserva e confermato la custodia cautelare in carcere per Bellini.

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Accolta la richiesta del procuratore: confermata la custodia cautelare

Accolta dunque la richiesta del procuratore Umberto Monti e del sostituto Saramaria Cuccodrillo, alla quale si è opposta l’avvocato difensore Alessandra Morganti. "Ha dato la sua versione dei fatti" ha commentato al termine dell’udienza la penalista ascolana che non si è voluta addentrare sul contenuto delle dichiarazioni del suo assistito che non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo indiscrezioni, l’uomo avrebbe comunque ribadito il concetto di accidentalità della coltellata che ha procurato l’emorragia fatale a Tacconi. Dopo l’arresto ha informalmente detto che il barbiere gli si è scagliato contro ed è finito sul coltello da cucina che lui aveva impugnato a scopo di difesa per via di un presunto atteggiamento aggressivo del rivale.

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La gelosia reciproca come movente

Sullo sfondo la gelosia reciproca per gli aiuti quotidiani che una donna del quartiere garantiva ad entrambi, in particolare a Niko. Bellini è stato dichiarato interdetto dal Tribunale di Ascoli che non ha ritenuto più sufficiente la tutela dell’amministratore di sostegno. Ciò potrebbe avere un peso sia sull’imputabilità del 56enne, sia sull’opportunità che resti rinchiuso in carcere a lungo. L’alternativa è che venga trasferito in una struttura sanitaria idonea, per esempio una Rems. Su questo lavorerà prossimamente la difesa del 56enne che potrebbe essere sottoposto a perizia per valutare la capacità di intendere e di volere.

Oggi l’incarico per eseguire l’autopsia

Oggi alle 13 verrà affidato l’incarico ai medici legali per eseguire l’autopsia sul corpo di Niko Tacconi. La Procura ha nominato quali propri consulenti Massimo Senati e Francesco Brandimarti della Medicina Legale dell’Ast di Ascoli. All’accertamento prenderà parte anche il medico legale Claudio Cacaci, nominato dall’avvocato Umberto Gramenzi che assiste la madre e il fratello della vittima. La difesa di Bellini deciderà stamani se nominare un proprio perito.

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