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Intelligenza artificiale, l’Europa arruoli il soldato Claude

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Roma, 6 marzo 2026 – Arruolare il soldato Claude. L’attacco all’Iran ha visto un’Intelligenza artificiale commerciale, nata e utilizzata per scopi non militari, mettere per la prima volta gli stivali sul terreno. Si tratta di Claude, l’IA di Anthropic, società fondata e guidata dal Ceo Dario Amodei e dalla sorella Daniela, italoamericani. Secondo i media Usa il soldato Claude avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell’analisi degli scenari iraniani, nel disegnare strategie e nell’individuazione della guida suprema Alì Khamenei. Claude sarebbe stato in prima linea anche nello scovare l’ex presidente del Venezuela Nicolas Maduro.

Il paradosso è che il soldato Claude, pochi giorni prima del blitz iraniano, era stato congedato con disonore dal comandante in capo della Difesa Usa Donald Trump, arrivato a ordinare di non utilizzarlo più. Motivo: l’irritazione della Casa Bianca per i paletti etici posti da Anthropic ai desideri del Pentagono di un utilizzo più aperto di Claude. Due, in particolare, gli stop: no all’uso dell’IA per la sorveglianza di massa, no all’utilizzo dell’IA per l’uso automatico delle armi. La disputa tra Anthropic-Pentagono ora è roba da tribunale, anche se le trattative ieri sembravano riaperte. Nel frattempo al Department of War si è fatta avanti la OpenAi di Sam Altman, quella di ChatGpt, mostrandosi più flessibile ma costretta a una marcia indietro quando ha visto i download di Claude superare quelli di ChatGpt per effetto proprio delle diverse scelte etiche.

Dispute a parte, è un fatto però che sabato, giorno dell’attacco all’Iran, il Pentagono ha disobbedito agli ordini e ha continuato ad utilizzare i servigi del soldato Claude. Né alto tradimento, né paradosso: l’intelligenza artificiale di Claude è integrata nelle tecnologie militari statunitensi a tal punto che staccare la spina non è un’opzione. Il che innesca tre riflessioni. La prima  Avvicina con rapidità sorprendente le analisi al momento in cui qualcuno preme il grilletto. Una decisione finora umana, ma per quanto ancora? E con quali conseguenze - anche legali dal punto di vista del diritto internazionale - se l’IA sostituisse il libero arbitrio e dovesse decidere in autonomia di aprire il fuoco, magari sbagliando mira? Seconda riflessione: L’IA è stupida. Ha una formidabile capacità di digerire informazioni, ma le risposte dipendono dalla preparazione nel fare le domande giuste. Capacità sempre più fondamentali nei nuovi assetti della Difesa.

Terza riflessione: Vittorio Rizzi, direttore geneale del Dis, intervenendo alla presentazione della “Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza”. ha detto che "la sovranità tecnologica non è più un lusso, ma una necessità". Il gap nell’IA tra Europa, Usa e Cina è enorme e difficilmente colmabile in tempi ragionevoli. Nel frattempo arruolare il soldato Claude – è l’opzione che circola tra gli esperti – potrebbe non essere un’idea malvagia.

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