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La procuratrice: “Attenzione alta. Le cellule agiscono in autonomia”

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22.03.2026

La polizia scientifica sul luogo dell'esplosione del casale, Roma (Ansa)

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Roma, 22 marzo 2026 – "L’esplosione nel casolare di Roma è sicuramente un fatto gravissimo. Ma al momento non mi sento di dire che questo episodio sia sintomatico di un pericolo eversivo più diffuso". La riflessione è di Morena Plazzi (foto), procuratrice aggiunta di Bologna, che guida il pool antiterrorismo della Procura felsinea e che negli anni ha condotto indagini che hanno scavato nel mondo anarchico delle Due Torri. Un ambiente tanto ‘vivace’ che, come ricorda la procuratrice, "la Federazione Anarchica Informale ha debuttato proprio qui".

Un mese e mezzo fa gli attentati rivendicati alle linee ferroviarie, in mezzo i fronti di guerra e in prospettiva una nuova ‘campagna’ contro il rinnovo del 41 bis per il leader della Fai Alfredo Cospito. Vede un legame con i fatti di Roma?

"Il crollo del casolare al Parco degli Acquedotti non era sicuramente un fatto che ci si potesse aspettare. Le indagini sui sabotaggi del 7 febbraio non hanno portato a piste che potessero far prefigurare gli scenari che l’incidente di Roma ha aperto. Tra l’altro, da quanto finora emerso, anche il potenziale degli ordigni ci racconta di contesti molto diversi: l’esplosivo che è deflagrato a Roma aveva una capacità di danno estremamente maggiore, poteva essere, ed è stato, letale. Gli ordigni sequestrati sui binari erano riempiti di polvere pirica da petardo. Come Procura, siamo interessati a conoscere ogni sviluppo di questa vicenda, che possa ampliare il fronte d’indagine".

Pensa che invece le due vittime avessero in mente di compiere azioni nell’ambito della campagna per Cospito?

"Non si può escludere che l’azione che stavano preparando potesse essere collegata alla campagna per Cospito. Le caratteristiche ci sono. La Procura di Roma sta lavorando per individuare i possibili obiettivi, si tratta di una vicenda molto complessa, che richiede la massima attenzione, anche per capire se le vittime abbiano agito da sole o in rete".

C’è il rischio che si torni al clima di vent’anni fa? Delle bombe e delle gambizzazioni?

"Quello accaduto a Roma è un fatto a sé stante. Che, benché gravissimo, non mi sento di dire possa rappresentare l’inizio di una rinnovata stagione di terrore anarchico. Le vicende trattate in passato ci parlano spesso di campagne condivise con azioni rivendicate, ma operate da singoli soggetti in maniera indipendente, non coordinata. Tuttavia l’attenzione resta altissima, sia sul piano preventivo che sul fronte delle indagini".

Mercogliano, una delle due vittime, era stato processato assieme proprio a Cospito per l’inchiesta Scripta Manent.

"Un’inchiesta che, tra l’altro, aveva inglobato anche diversi fatti avvenuti a Bologna, come la missiva esplosiva inviata a Cofferati nel 2005 e rivendicata dalla Fai. Mercogliano non è stato coinvolto in inchieste bolognesi, ma l’ambiente anarchico è fluido e caratterizzato da una dinamicità sia negli spostamenti sul territorio, sia nell’abbracciare determinate campagne, come appunto quella in solidarietà a Cospito".

Ritiene che una ‘campagna di fuoco’ possa giovare o portare nocumento alla causa del leader Fai?

"Un aumento della tensione nell’ambiente può pesare in maniera negativa sulla scelta del giudice che dovrà stabilire se prorogare o meno il regime di 41 bis per Cospito. Ma chi mette in atto queste azioni non penso prenda in grande considerazione queste valutazioni".

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