Scambiava messaggi su jihadismo e attentati nel gruppo social “I pericolosi d’Egitto”: arrestato
Il giovane arrestato avrebbe voluto arruolarsi nelle file di Daesh (Archivio)
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Brescia, 7 marzo 2026 – Non agiva come un lupo solitario, bensì faceva parte di un gruppo organizzato che comunicava con un sistema di messaggistica chiamato “I pericolosi d’Egitto”. Le accuse per lui, già fermato nel 2024, dunque sono aumentate e sono ancora più gravi rispetto al passato, anche perché è stato evidenziato come il ragazzo, prima dell’arresto, volesse arruolarsi nell’organizzazione Daesh.
La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di origine egiziana, ritenuto coinvolto in un'associazione con finalità di terrorismo internazionale: Islamic State Khorasan Province (ISKP), di stampo jihadista.
L’operazione, condotta dalle DIGOS di Brescia e Bergamo, giunge al termine di un’indagine complessa coordinata dalla Procura Distrettuale di Brescia.
Il soggetto era già noto alle forze dell'ordine, poiché il 4 ottobre 2024 era stato arrestato per apologia di delitti aggravata dalla finalità di terrorismo. Le indagini avevano rivelato come il giovane propagandasse attivamente le attività dell'Islamic State attraverso una serie di comportamenti online, mostrando particolare attivismo su social network e piattaforme virtuali giovanili legate a tematiche jihadiste.
Secondo le evidenze raccolte, il giovane si era dedicato alla condivisione di contenuti apologetici riguardanti l'ISIS e la Jihad Islamica Palestinese. Inoltre, era emersa la sua intenzione di passare all'azione, progettando atti violenti contro i cosiddetti "Kuffar", ovvero i cristiani.
In particolare, le indagini hanno ricostruito preparativi mirati a colpire i fedeli di una chiesa nel centro di Bergamo. In via preliminare, il giovane era stato condannato per aver fatto apologia di terrorismo. Le indagini non si sono fermate.
La Digos e la Questura di Brescia hanno continuato gli approfondimenti, chiarendo che il giovane non agiva da solo. Infatti, si è scoperta la sua partecipazione a un gruppo di discussione su una piattaforma di messaggistica istantanea al gruppo "I Pericolosi d’Egitto", coinvolto in progettualità terroristiche. Le nuove evidenze, frutto dell'analisi dei dispositivi sequestrati, hanno spinto la Procura di Brescia a richiedere una nuova ordinanza di custodia cautelare.
Le indagini hanno inoltre dimostrato che il giovane stava considerando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico e si dedicava all'auto-addestramento, consultando risorse online per la creazione di esplosivi e condividendo video sull'uso di armi da fuoco.
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