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Ridurre, rallentare, riflettere: qualche consiglio per un Natale libero dalla corsa all’oggetto (e all’imballaggio che diventa rifiuto)

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15.12.2025

Il Natale ha sempre avuto un doppio volto. Da una parte la promessa di un tempo sospeso, di un ritorno alle relazioni, di un’umanità che sembra più semplice quando è illuminata dalle luci calde delle strade. Dall’altra, un ingranaggio collettivo che ogni anno si rimette in moto identico a se stesso, spingendoci verso il consumo come rito obbligato, come linguaggio affettivo codificato. Il paradosso è che ci siamo talmente abituati a questo meccanismo da non vederlo più: lo abitiamo come un set cinematografico, a cui aderiamo senza quasi rendercene conto.

Osservato con uno sguardo sociologico, il Natale racconta come nessun altro periodo dell’anno il legame tra società, oggetti e identità. È la festa che rivela la nostra dipendenza culturale dall’atto del possesso: ciò che doniamo e ciò che riceviamo agiscono come simboli, come estensioni di noi stessi. La società dei consumi non ci ha solo insegnato a comprare: ci ha insegnato a comunicare attraverso ciò che compriamo. Il regalo come........

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