Il rebus delle accise, il doppio “paracadute” e gli effetti sul prezzo del gasolio dal 6 ottobre
Dal 6 ottobre entrerà in vigore il sistema delle accise mobili
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Roma, 4 ottobre 2026 – L’entusiasmo per il ‘price cap’ alla pompa dei distributori di carburanti, deciso da gran parte delle compagnie petrolifere dopo settimane di rincari, ci aveva quasi fatto dimenticare una scadenza ormai imminente: quella delle accise sul gasolio, che vale – da una decina di giorni – 6,1 centesimi al litro. Non se ne sono dimenticati, però, gli operatori di settori produttivi come l’agricoltura e la pesca, i cui mezzi necessitano prevalentemente di gasolio: da giorni, infatti, entrambe le categorie sono sul piede di guerra, con proteste e blocchi stradali che si sono moltiplicati da un capo all’altro della penisola.
Lunedì 5 ottobre, dunque, sarà l’ultimo giorno di taglio delle accise: per il dopo, il governo ha già indicato la strada delle accise mobili. Il quadro su cui era stata costruita quella scelta, tuttavia, è radicalmente cambiato a seguito dell’introduzione dei prezzi calmierati: vediamo, allora, cosa potrebbe accadere a partire dal 6 ottobre. Non prima, però, di esserci rinfrescati la memoria su cos’è e come funziona il meccanismo delle accise mobili.
Cos’è successo al prezzo del gasolio nelle ultime due settimane
Tra il 18 e il 25 settembre, l’accisa sul gasolio valeva 12,2 centesimi di euro (Iva inclusa). Dal 26 settembre al 5 ottobre, il taglio è stato dimezzato: l’accisa è ridotta di 5 centesimi, che diventano 6,1 centesimi al litro Iva compresa. I prezzi del diesel sono rimasti particolarmente elevati (attorno a quota 2,377 al litro) finché le compagnie non sono intervenute – dal 28 settembre in poi – con l’introduzione dei prezzi massimi per i carburanti: la prima è stata Eni, che ha fissato, per i carburanti commercializzati dalla società, un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la........
